Cause, effetti e bias

Con ogni probabilità avrete sentito una volta o l’altra le giaculatorie trite e ritrite sulla grande qualità del liceo classico italiano, che forma grandi menti, e avrete letto i dotti commenti pro e contro di esso. Ve ne aggiungo un altro, che non è mio ma di Piero Angela, che ne ha parlato in questa intervista de L’Inkiesta. Cito il brano, con le due domande fattegli da Dario Ronzoni:

[D] Per cui un liceo come il classico, per riprendere una polemica recente, andrebbe chiuso o riformato?
Sul classico ho una mia posizione personale. Io l’ho fatto, ai tempi. Si diceva all’epoca, e forse si dice anche adesso, che la formazione del classico permetteva a tutti quelli che ne uscivano di frequentare ogni università, anche quelle scientifiche, senza reali problemi. Era vero. Ma la spiegazione di questo fenomeno non va cercata nella scuola.

[D] E dove?
Nella famiglia. Il classico era e, in forma minore, è anche adesso, il liceo della borghesia colta. I ragazzi che lo frequentavano provenivano da famiglie dove avevano già ricevuto una particolare formazione: ascoltavano certi discorsi, leggevano Cacerti libri, erano esposti a una quantità di informazioni maggiore e più raffinata. Questo faceva la differenza.

Avete visto? Angela cambia le carte in tavola. Non è che il liceo classico dia la migliore preparazione: è che il liceo classico è frequentato dai ragazzi con la migliore formazione, e quindi possono sfruttarlo al meglio. In pratica, pur accettando che esista una correlazione tra liceo classico e bravura di chi ne esce, rovescia il rapporto di causa ed effetto. Il guaio della correlazione è infatti che non dice assolutamente nulla su cause ed effetti, come dimostra il grafico di BoingBoing qui sotto che mostra quali sono le vere cause dell’autismo: il consumo di cibi biologici.

[autismo e cibi bio, da http://boingboing.net/2013/01/01/correlation-between-autism-dia.html]

Il ragionamento fatto da Angela naturalmente – ma questo lo sa anche lui – è una ipersemplificazione: sempre riferendosi al grafico, al momento l’unica cosa che abbiamo a disposizione è la correlazione tra migliore preparazione del liceo classico e condizioni di partenza migliori. E se il figlio di un riccone è una capra ma lo mandano a fare il classico “perché è la scuola più valida”, qualcuno si potrebbe chiedere? Beh, semplice. Tipicamente quel qualcuno non va certo a fare chissà quale carriera, e dunque non viene inserito nella graduatoria mentale “persone che hanno fatto il classico ma non sanno nulla”. Questo è un altro punto molto importante da considerare quando si fanno delle statistiche (qualitative, ma a volte anche quantitative): può esserci un bias, cioè un errore sistematico. La nostra statistica può insomma “dimenticare”, volontariamente o no, alcuni dati e quindi ritornare un risultato diverso da quello reale.

Ma in pratica il liceo classico è quello con la qualità migliore, almeno in media, oppure no? La mia risposta è “boh”. E comunque ho fatto lo scientifico.

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