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Me la prendo

17 febbraio 2012

Sono arrivato ieri sera a Londra, una città dove non sarei mai definito “una donna senza ciclo mestruale” davanti a 15 milioni di telespettatori imbesuiti. Un posto dove nessuno potrebbe fare brutta comicità in diretta televisiva lavorando sui peggiori stereotipi e sul cliché della checca da avanspettacolo anni ’50. Dove non si consentirebbe a un gruppo popolare presso i giovani di mandare il messaggio che il bullismo antiomosessuale è figo e vincente, che chi prende per il culo i gay fa ridere e fa i soldi e che facendo così si arriva sul palcoscenico dell’Ariston.

“Ah, che fai, te la prendi?”. Sì, me la prendo. Me la prendo per i ragazzini e le ragazzine che passano il loro inferno in tutte le scuole d’Italia con il beneplacito e la benedizione di due brutti ceffi di comici che si danno, scegliendosi un nome che glielo consente in modo massimamente snob, delle arie da intellettuali che rileggono in modo dissacrante la nostra società.

E me la prendo per me, che da europeo vedo come siamo messi. Ieri ero a Roma a questo convegno organizzato dall’Ufficio Antidiscriminazioni del Ministero delle Pari opportunità. Si ospitava una delegazione del Consiglio d’Europa venuta a concordare col governo italiano un piano d’azione per risollevare la situazione delle persone GLBT in Italia. Un piano simile è stato messo in piedi per questi altri stati: Lettonia, Polonia, Serbia, Montenegro e Albania. Noi siamo in quel gruppetto là, per intenderci.

E mi fa specie vedere sulla mia bacheca di Facebook e nelle risposte ai miei tweets un sacco di gente pronta a giustificare, a sottilizzare, a difendere il diritto di espressione, a ricordarmi che una donna incinta sta peggio di un gay nel mondo del lavoro. Un sacco di distinguo pelosissimi e schifosi, per non avere il coraggio di dire che tutto questo è semplicemente inaccettabile. Non solo per me che sono gay ma per tutti voi, cari concittadini con la testa nella sabbia che avete così facilmente abdicato al rispetto per noi dimenticando che il rispetto non conosce destinatari. O c’è per tutti o non c’è.

E questi sono i miei lettori, quelli che mi seguono, quelli che mi conoscono da una vita. In alcuni casi, anche conoscenti o amici personali. Se penso al resto del mondo, quello che sulla mia bacheca di Facebook non passa, o quelli che nemmeno sanno Facebook cos’è, allora mi cadono le braccia. E’ davvero con una certa diffidenza che sto guardando oggi il biglietto del mio volo di ritorno, lunedì sera.

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  • reta

    usare il termine checca isterica offende i gay e anche le donne. basta far attenzione al termine isterica. ma tant’è questa falsa battaglia contro la censura nasconde in realtà la voglia di discriminare e offendere. devono sentire la riprovazione sociale certi squallidi personaggi… invece la colpa è di chi si sente offeso. che italia….

  • Pingback: Immaginate (grazie alla RAI). | resto del mondo

  • http://lafuori.wordpress.com/ miche fax

    a me è sembrato più imbarazzante Morandi che diceva “io non niente contro i gay”.

  • marghe87

    @Unit: grazie per il consiglio, ma che ne sai tu del mio grado di autoironia..ci conosciamo? ma vabbè, questo è il bello dell’Internet.
    Tornando al punto, ripeto: non c’è niente di male nella comicità scorretta in sé, il problema nasce dal contesto. In Inghilterra possono permettersi un Sasha Baron Cohen proprio perché tendenzialmente non hanno parlamentari che equiparano l’omossessualità alla zoofilia o amenità simili. Quando la rappresentazione del gay come checca isterica è l’unica trasmessa dalla televisione (se avete controesempi fate pure, sono curiosa) non stai facendo comicità intelligente, ti stai adeguando al cliché e basta. Poi oh, a me sono sembrati semplicemente noiosi e prevedibili.

  • Silvia

    Ho visto or ora su Youtube lo show dei Soliti Idioti, premesso che anche io ho trovato fin più triste Morandi che diceva: ‘io non ho nulla contro i gay’, credo che questo Sanremo abbia avuto picchi di tale tristezza che forse i Soliti Idioti non son stati i peggiori. Non dico bravi loro, anche perchè non mi hanno fatto mai manco sorridere, ma tragici gli altri.. E’ vero, le battute sui gay erano scontate, non facevano ridere, però non credo l’intento fosse omofobo.. anzi, forse la loro idea era dissacrare coloro che lo sono (c’è anche un passaggio su Giovanardi, il quale è peraltro un comico migliore, per quanto inconsapevole)…

  • unit

    @marghe87
    Sei tu che hai affermato con una domanda retorica che non fai autocritica quando ti prendono in giro: rileggere i propri commenti, grazie. Riguardo al “contesto”, anche ammettendo che sia vero (cosa che credo falsa) che i contesti sociali nazionali siano fondalmentalmente diversi, rimane comunque un tuo aggiustamento di quanto scritto da Ivan, e cioe’ che in paesi secondo lui piu’ civili un certo tipo di comicita’ su gay davanti a milioni di spettatori non viene trasmessa, il che e’ stato dimostrato ampiamente falso. Il tema del “vabbe ma li e’diverso si puo’ perche’ i gay non sono discriminati” e’ una tua idea che rimane ben diversa da quanto affermato da Ivan, non trovi?

  • marghe87

    sì, trovo, infatti non ho mai detto che altrove si censura questo tipo di comicità, dico solo che altrove è comicità effettivamente trasgressiva e controcorrente, da noi è praticamente senso comune: la checca che vuole sposarsi così, per capriccio. Quanto ai contesti nazionali, a me pare che in UK persino i conservatori (Cameron) siano più progressisti dei progressisti italiani. Poi per carità ci sarà il British National Party e ci saranno i pestaggi di omosessuali pure a Londra, però l’omofobia NON è tacitamente o esplicitamente avallata dall’alto, come si fa qui quando in parlamento si equipara un omosessuale a un pedofilo.
    Infine, c’è stato un piccolo misunderstanding, io mica mi riferivo a quando prendono in giro ME (e chissenefrega, in effetti) mi mettevo nei panni di uno discriminato nel quotidiano che si becca pure la presa per il culo su rete nazionale: capisco che dia fastidio.

  • giggi76
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