Il Post
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I complessati

1 giugno 2012

È incredibile come si possa ancora leggere (scrivere) della «sudditanza della destra» o meglio ancora de «l’egemonia culturale della sinistra»: poi si sa, gli articoli sono spesso più interessanti dei titoli, ma quanti ne avremo letti? Quanti milioni ne avranno commissionati, i caporedattori delle cosiddette terze pagine? Il punto è che la sudditanza della destra è molto più marcata dell’egemonia della sinistra: negli ultimi vent’anni ci si è divisi tra l’additare la citata egemonia e il cercar di sdoganare una cultura «catacombale» che nelle catacombe ci stava benissimo. Non si è ancora imparata la lezione introdotta da Repubblica negli anni Ottanta: che la cultura, sui giornali, è una truffa, è intrattenimento travestito, è una scimmia vestita di seta, è velleitarismo veltroniano, è la Carrà riletta da Augias. La destra, ancor oggi, bolla sbrigativamente come «di sinistra» personaggi che di sinistra non sono (perché non sono niente) ma sui quali la sinistra è stata più lesta nel metter cappello, sicché, attratti di là e respinti di qua, alla fine c’è gente che diventa di sinistra perché non saprebbe dove altro andare. La destra vorrebbe un posto al sole: ma si sveglia tardi, va in spiaggia nel pomeriggio, vede che qualcuno ha già piantato l’ombrellone e allora se ne va a casa («comunisti») a farsi lampade nel seminterrato. Anzi, nella catacomba.

(da Libero)

  • ro55ma

    Ladestra&laspiaggia… vale l’articolo (e la sua arguzia:)
    Ma è proprio così e ci vorrà qualche generazione per cambiare..

  • luigi052

    “è la Carrà riletta da Augias.”

    Geniale.

  • monty4329

    Vero.
    C’e’ anche il problema della cooptazione pero’: se non sei di un certo giro, e’ dura mangiare o comunque le opportunita’ sono molto limitate. Se lo sei, del giro, un incarico-contrattino-serata-cattedra la recuperi sempre…Quindi e’ facile “dirsi di sinistra” e fare carriera nella “cultura” – dal Nobel in giu’….

  • aiabasta

    autobiografico?

  • stefaniasalaris

    Bè ma tu “che ne sai”? (Si vedono le virgolette?). Tu sei uno di sinistra: garantista, libero, socialista, contro le dittature militari, religiose, ideologiche ed egemoniche (almeno così sembri, da lettrice). Se poi la sinistra italiana è un’altra cosa, non è colpa tua…

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Sì, concordo, anch’io quando ho letto delll’eventuale lista civica di Saviano in area OD mi sono detto “E che cavolo c’entra col PD?”.
    Parlavi di quello, no?
    OT: l’archivio con i tuoi articoli su Il Giornale non è più accessibile da un paio di settimane.
    Non lo monitoravo per nostalgica passione ma perché non avendo mai aggiornato il link col quale entravo nel sito per leggere (solo) i tuoi articoli, che ha continuato quindi ad essere la mia porta per quel mondo, di fatto mi trovavo ogni volta a passare da quel “zero titulo” che mi ricordava il tuo essere ancora nei loro archivi e che ora non c’è più.
    Magari non te ne frega nulla, magari ti interessa.
    Ciao.

  • riccardor

    E se piacciono gli scogli, sei fascista per la sinistra e comunista per la destra.

  • fdt

    ha proprio ragione

  • zebedeo

    Se la cultura di Destra dimentica Prezzolini, legge Montanelli ma non lo capisce (probabilmente per deficit di cultura Liberale, o forse di cultura tout court, cioè voglia di leggere e poi pensare dopo aver letto), arruola addirittura Gramsci come ho visto fare qualche anno fa, insomma è pure giusto che si guardi dentro per decidere cosa vuol fare, indipendentemente da cosa fanno “quellillà” chiunque essi siano (a volte l’unica definizione possibile è che “non sono questiqqua”), perché forse il problema culturale di fondo italiano è questo: prima di avere un pensiero noi, cerchiamo di sapere il pensiero del “nemico” per potergli far le bucce ed essere comunque contrari, a prescindere…

  • http://unosei.wordpress.com ortelius

    Purtroppo sintetizza in modo assai lucido il degrado, ad esempio, dei supplementi “culturali” dei quotidiani. Solo il Domenicale del Sole24ore, rimane leggibile. Bravo.

  • brusacchi

    ZEBEDEO +1 aggiungerei che per tanta destra, la “cultura non si mangia”, è una cosa da signorine e gente che non ha di meglio da fare.
    Che è poi la stessa destra che bolla come “di sinistra” o “radical schic” chiunque si permetta di non adorare il berlusconismo.

  • milziade368

    Se parliamo di economia, lavoro, trasporti, scuola, ambiente, energia, sicurezza, ecc…, forse riusciamo a spogliarci di idee preconcette, a ragionare in termini concreti e, magari, a contribuire attivamente a qualche micro-miglioramento……
    La politica credo sia diventata un’organizzazione monolitica fine a sé stessa, quando non dannosa, inutile.

  • oneiros

    Sì monty la peer review è di sinistra, le reti mediaset e medusa non esistono e nessuno di destra ha mai diretto un teatro o un festival.

  • sombrero

    Forse è tutto vero. Ma forse la destra italiana è (purtroppo) imparagonabile a quelle di altri paesi. Forse, anche se non credo nei peccati originali, chi ha visto in Berlusconi qualcosa di più della figura patetica che è, sta nelle catacombe perché gli è rimasto uno straccio di pudore. Forse si è abdicato, e non fortuitamente, a qualunque ruolo pensante per declinare tutto nello stile “ma-quale-cultura-io-mi-sveglio-la-mattina-alle-cinque-e-non-ho-tempo-da-perdere-con-sta-roba-da-froci”. Forse in Italia non si riesce a dire ai preti di andare, finalmente, a farsi fottere, come sarebbe lecito e auspicabile.
    Forse, eh.