Per TWILL Magazine ho realizzato di recente due pezzi a commento di un articolo di Alberto Alonge. Questo parla di Henrik Ibsen, della pedofilia e di una certa ipocrisia sociale.
“Ci rimane però da capire – a questo punto – quale è stata la ricaduta dell’evento sulla ragazza. Ibsen ha focalizzato bene la psicologia del maschio: capace di realizzare le proprie aspirazioni più inconfessabili, ma anche di dimenticarle, di censurarle, a se stesso prima ancora che agli altri”


@ Ro:giaggià
@ Jannòz: lei mi commuove nel profondissimo
@ Rita: La mia prima groupie! Muah! Thumbs Up! AhhaHAHAhaHahAHAH
@ MLS: Maddai che li vedi tutti sempre sul tavolo!
@ Faut passer par Nantes un de ces quatre :)
buonanotte e sveglia alle quattro che qui bisogna disegnare.
Bello!
C’è da dire che
nell’opera, nonostante gli incessanti richiami e le dissacranti (ec)citazioni…
non avviene niente di propriamente “sessuale”, non so se mi spiego.
Non so se faccia eccezione la donna, distesa, semi-addormentata-triste, là, sulla destra…
Un pò come Tetsuo di Tsukamoto? (Anche per quel che riguarda l’oblio del maschio). Bellissimo lavoro.