C’è davvero gente che ha mangiato capsule di detersivo per via di una moda di internet

La “Tide POD Challenge” sembrava un fenomeno troppo assurdo per essere vero, e invece

Un'immagine dello spot con cui l'azienda produttrice di detersivi Tide spiega che mangiare le sue capsule di detersivo per il bucato è una cattiva idea (Tide)

Nelle prime due settimane dell’anno negli Stati Uniti ci sono stati almeno 39 casi di adolescenti che si sono avvelenati per aver ingerito del detergente per bucato, tanti quanti in tutto il 2016 e solo 14 in meno rispetto a tutto il 2017. È successo a causa di una stupida tendenza che si è diffusa sui social network, generata da video, immagini divertenti e considerazioni – dei “meme”, nel gergo di internet – che suggerivano che le capsule di detergente Tide, i “Tide POD”, siano talmente attraenti alla vista da suscitare il desiderio di ingerirle. I Tide POD, che in effetti ricordano molto delle caramelle alla frutta, sono uguali alle Ecodosi di Dash, per capirci, che come Tide appartiene alla multinazionale Procter & Gamble.

Spesso fenomeni di questo tipo sono esagerati dai media, che ne parlano come di mode dilaganti quando in realtà sono praticamente inesistenti: il caso della “Tide POD Challenge”, però, sembra effettivamente aver coinvolto un numero di persone rilevante, come dimostrano i casi di avvelenamento registrati ufficialmente negli Stati Uniti. È stata anche l’interpretazioniedelle grandi società multinazionali coinvolte, che hanno agito per limitare quella che sembrava inizialmente una moda assurda e inventata.

Il sito Know Your Meme, che ricostruisce la storia di molti fenomeni di internet, scrive che le prime testimonianze online di persone che hanno mangiato i Tide Pods risalgono al 2012 e al 2013, ma allora si trattava di bambini. Nel maggio del 2016, uno youtuber pubblicò un video in cui mangiava le capsule: sembra che nei mesi successivi qualcuno provò a imitarlo, visto che nel marzo del 2017 il sito College Humour realizzò un video in cui prendeva in giro gli adulti che incautamente decidevano di provare a mangiare i Tide POD.

Un po’ su Reddit e un po’ su Twitter, il meme cominciò a diffondersi, con un picco di notorietà a dicembre, finché a partire dai primi giorni di gennaio sono comparsi diversi video della cosiddetta “Tide POD Challenge”, cioè di gente che mangiava o fingeva di mangiare le capsule come sfida. Diversi importanti siti e quotidiani americani se ne sono occupati, facendo conoscere il fenomeno anche a chi non era un adolescente su internet: Procter & Gamble ha dovuto ribadire che i Tide POD non vanno mangiati, e la catena di supermercati Walmart ha chiuso in alcuni suoi punti vendita le confezioni delle capsule dentro a delle scatole sigillate in plastica, apribili solo dai dipendenti.

A differenza di altre sfide che negli ultimi anni si sono diffuse tra gli utenti dei social network – come l’Ice Bucket Challenge e la Mannequin Challenge – quella di mangiare capsule di detersivo è ovviamente molto dannosa, visto che comporta dei gravi rischi per la salute. Per questo YouTube, Facebook e Instagram hanno cercato di mettere fine alla moda. La scorsa settimana i social network hanno cominciato a rimuovere i video in cui gli utenti mangiavano le capsule di detersivo e Tide ha diffuso una pubblicità in cui compare il giocatore di football Rob Gronkowski per spiegare che farlo è pericoloso. Il messaggio dello spot è che i Tide POD devono essere usati solo per fare il bucato e mangiarli è una pessima idea, anche se lo si fa per scherzo.

Le sostanze chimiche contenute nelle capsule possono causare gravi ustioni a bocca, esofago e tratti respiratori. In passato bambini molto piccoli – attratti dai colori vivaci dei Tide POD – e anziani con dei problemi cognitivi sono morti per aver mangiato una capsula.

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