Snapchat è cambiata

La nuova ambiziosa idea per vincere contro Instagram è separare la parte social con i propri amici da quella dei media: ma funzionerà?

Dopo i deludenti risultati finanziari dello scorso novembre, il CEO di Snap. Inc., Evan Spiegel, aveva promesso una versione rivista e aggiornata di Snapchat, per rendere più semplice e immediato il suo utilizzo. A meno di un mese da quell’annuncio, Spiegel ha infine svelato le novità, ma ci sono dubbi sul fatto che riescano a convincere nuovi utenti a iscriversi al servizio o a far tornare quelli che già si erano iscritti e non aprono più l’applicazione.

Per diverso tempo Snapchat è stata unica nel suo genere e ha goduto di un successo incontrastato. Le cose sono cambiate un paio di anni fa quando Mark Zuckerberg, il CEO di Facebook, non è riuscito ad acquisirla e ha deciso di farle concorrenza traendo ispirazione dal suo funzionamento (secondo i più critici copiandolo e basta) per trasformare Instagram nel nuovo Snapchat. L’operazione ha funzionato e ora spetta a Spiegel – che ha da poco quotato la sua azienda in borsa – dimostrare che la sua app ha qualche speranza e che c’è vita oltre Instagram.

Cosa è cambiato
Osservatori e analisti che si aspettavano un aggiornamento radicale di Snapchat sono rimasti delusi. Per muoversi all’interno delle varie opzioni dell’app continuano a non esserci menu immediatamente disponibili, ma solo la possibilità di spostarsi da una schermata all’altra, facendo scorrere le dita sul touchscreen. Snapchat continua ad aprirsi con la fotocamera, la sua caratteristica più distinguibile, per incoraggiare chi la sta utilizzando a riprendere qualcosa e a condividerlo direttamente con gli amici, o all’interno delle Storie. A essere cambiata è la disposizione dei contenuti, con l’idea di rendere meno caotica la loro consultazione.

I contenuti personali e che riguardano i propri amici sono stati separati nettamente da quelli professionali, realizzati dai siti d’informazione e dalle aziende che hanno accordi commerciali con Snap. La separazione è netta a tal punto da avere reso necessaria l’eliminazione della scheda Storie, che metteva insieme i contenuti prodotti dai propri amici e quelli delle aziende, in una sorta di flusso che ricordava quello caotico della sezione Notizie (“News Feed”) su Facebook. Le modalità per fare uno Snap, trovare gli amici e mettersi in contatto con altri utenti sono rimaste sostanzialmente invariate.

Nuove sezioni
Dalla schermata di inizio, quella della fotocamera, si fa scorrere il dito verso destra per accedere alla scheda Amici, che ha subìto diverse modifiche. Raccoglie sia i messaggi privati sia le Storie dei propri contatti, in modo da rendere più immediato il loro riconoscimento e capire che ci si trova nell’area dei propri contenuti personali. Nel caso in cui un contatto abbia prodotto una nuova storia, il suo avatar è evidenziato da un cerchio colorato, un po’ come avviene nell’elenco delle Storie da vedere su Instagram.

Se dalla fotocamera si fa scorrere il dito verso sinistra si apre invece la sezione Discover, con i contenuti realizzati da mezzi d’informazione, altre aziende e utenti molto famosi su Snapchat. I partner commerciali di Snap hanno ottenuto migliore visibilità, perché la scheda Discover è subito accessibile a destra della fotocamera senza il passaggio intermedio della scheda Storie, ma non avendo più i loro contenuti mischiati a quelli degli amici che si seguono su Snapchat potrebbe essere più difficile farsi notare.

Avanzamento automatico
Quando una Storia finisce, Snapchat passa automaticamente a quella successiva, senza la necessità di dover toccare lo schermo. Questa funzione esisteva già sull’applicazione, ma a fine estate era stata rimossa tra le lamentele di diversi utenti.

Algoritmi
Quelli di Snap si sono ispirati al funzionamento di Netflix per creare un algoritmo che suggeriscano contenuti in base ai propri interessi e alle cose che si sono già viste. Il sistema, promettono, è diverso da Facebook, che per determinare cosa mostrare nella sezione Notizie usa non solo quei parametri, ma anche altre variabili legate a che cosa hanno visto i propri amici e ai contenuti con più “Mi piace” e condivisioni. Spiegel pensa che il suo approccio sia migliore, ma ci arriviamo tra poco. Un altro algoritmo si occupa invece di elencare i contatti nella scheda Amici non in modo cronologico, ma a seconda di quanto si interagisce con ciascuno di loro e in quali momenti della giornata. L’idea è che in questo modo gli amici con cui si vogliono scambiare messaggi, in un dato momento, siano sempre tra i primi nella lista.

Snapchat contro le “bolle”
In un editoriale pubblicato su Axios, Evan Spiegel ha spiegato la sua visione dietro il nuovo aggiornamento di Snapchat, senza risparmiare critiche nei confronti di Facebook e del modo in cui funziona la sua sezione Notizie:

Il News Feed personalizzato ha rivoluzionato il modo in cui le persone condividono e accedono ai contenuti. Ma siamo onesti: ha avuto un enorme costo per quanto riguarda i fatti, le nostre menti e l’intero settore dei media. È un problema complicato da risolvere perché gli ovvi benefici che hanno guidato la crescita dei social media – più amici! più mi piace! più contenuti gratuiti! – sono anche le cose che lo minacciano nel lungo periodo.

Spiegel pensa che Snapchat, come WhatsApp in altra misura, siano in primo luogo servizi per comunicare con un ristretto numero di persone e per esprimere sé stessi invece di pubblicare cose che possano vedere indistintamente tutti, o gruppi molto ampi di persone, come avviene su Facebook e sugli altri social network. Scrive che gli stessi meccanismi della condivisione forsennata, alla ricerca di un “Mi piace” e di altri riconoscimenti, ha contribuito al fenomeno tanto dibattuto in questi mesi delle notizie false e della loro capacità di condizionare l’informazione se non intere elezioni.

Secondo Spiegel, Snapchat deve servire per comunicare “visivamente” con i propri amici, in modo personale e privato, non per accedere a qualsiasi contenuto disponibile online. Gli algoritmi devono servire a incentivare questo tipo di utilizzo dell’applicazione, non a creare “bolle” di informazioni dove i propri pareri e gusti ricevono un costante rinforzo con contenuti simili. L’obiettivo più ambizioso di Spiegel è “separare la parte social dai media, rafforzando i legami con i propri amici e le relazioni con i media”.

Funzionerà?
L’approccio di Spiegel è stato accolto con scetticismo da parte di molti osservatori, ritenendolo una reazione tardiva alla forte concorrenza di Instagram, che in certa misura ha già realizzato l’idea di avere un social network dove si possono avere rapporti più stretti con gli amici, rispetto a quanto avviene su Facebook. Altri dubbi sono legati al fatto che questo nuovo approccio potrebbe penalizzare le aziende, perché potrebbero avere meno spazi ed essere meno rilevanti nella promozione dei loro contenuti. E Snap ha molto bisogno di rimettersi in moto, soprattutto per quanto riguarda la produzione di ricavi attraverso le società partner e la pubblicità.

Nel trimestre finito con ottobre, il più recente, Snap ha prodotto ricavi per 207,9 milioni di dollari, mancando l’obiettivo dei 235,5 milioni di dollari previsto dagli analisti. Le prestazioni dell’azienda sono state deludenti anche per quanto riguarda il numero di persone che ogni giorno utilizzano Snapchat: 178 milioni invece dei previsti 180,5 milioni. Le perdite nette sono state pari a 443,2 milioni di dollari. Le cose non sono andate meglio per quanto riguarda i progetti alternativi della società, annunciati con molto clamore un anno fa. Dopo gli entusiasmi delle prime settimane, gli Spectacles, gli occhiali da sole con fotocamera incorporata, sono rimasti invenduti con un valore di magazzino da assorbire pari a circa 39,9 milioni di dollari.

I risultati al di sotto delle aspettative in quasi tutti i settori in cui è impegnata hanno portato Snap a perdere molto valore in Borsa. Oggi il valore delle sue azioni è del 20 per cento più basso rispetto al momento del suo debutto sui mercati azionari a marzo. La cifra fissata per la quotazione in Borsa era probabilmente sovrastimata, quindi una riduzione era prevedibile, ma non di quasi un quinto dell’intero valore azionario.

(Bloomberg)

Le attuali incertezze e gli scetticismi sono legati al fatto che è difficile intravedere nelle novità annunciate qualcosa che possa invertire gli andamenti negativi: Snap deve in primo luogo trovare nuovi utenti che abbiano voglia di scaricare sui loro telefoni e provare Snapchat, ma probabilmente servirebbe qualcosa di più convincente di una separazione tra le sezioni dell’applicazione. La concorrenza di Instagram è sempre più difficile da battere: può contare sulla forza del più grande social network al mondo, Facebook, e su una base di utenti che continua a espandersi e che dopo le prime diffidenze ha accolto con favore le Storie e le altre novità “alla Snapchat” contenute nell’applicazione. Instagram è il social network che in questo momento ha le migliori prospettive di crescita in buona parte del mondo, a differenza di Snapchat che riscuote soprattutto successo negli Stati Uniti. Per quanto interessante e potenzialmente efficace, l’approccio di Spiegel è per il medio-lungo periodo, ma deve scontrarsi con una realtà che – con i suoi pregi e i suoi difetti – si muove molto più velocemente ed è orientata all’adesso.

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