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L’app per recensire le persone non si fa più

di Caitlin Dewey – Washington Post

O meglio: si farà ma molto diversa da come era stata descritta dalla fondatrice della società, che viene da una settimana di critiche anche dure e violente

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Julia Cordray, amministratrice delegata di Peeple – la molto discussa app che permette di recensire le persone – ha detto che ripenserà del tutto l’idea alla base dell’app: la decisione è stata presa dopo quattro giorni di intense discussioni online e accuse nei confronti della sua società.

Con un post pubblicato su LinkedIn domenica, Cordray ha detto che – quando verrà pubblicata a novembre – l’app funzionerà solamente per chi deciderà di poter essere recensito dagli altri. Inoltre Cordray ha detto che tutte le recensioni dovranno essere approvate dalle persone chiamate in causa, quindi non ci sarà più modo di lasciare commenti negativi, critici o violenti contro il parere del recensito. «Non ci faremo sottomettere dal pubblico ludibrio», ha detto Cordray al Washington Post lunedì mattina con una email. Ma sembra che invece sia esattamente quello che è successo: Cordray sta revisionando l’app per togliere le due funzioni che più avevano esasperato i suoi critici.

Nella sua forma originale, che Cordray aveva descritto la settimana scorsa, Peeple avrebbe dovuto essere uno “Tripadvisor per le persone”: una piattaforma di recensioni che avrebbe permesso a chiunque di lasciare voti sui suoi conoscenti. Come Tripadvisor o Yelp, Peeple avrebbe dovuto usare una scala da 1 a 5 che avrebbe permesso di lasciare voti positivi e negativi. Peeple, inoltre, non avrebbe permesso a nessuno di cancellarsi dall’app, a prescindere dalle circostanze.

Ma l’impossibilità di cancellarsi e gli evidenti rischi di abusi hanno causato proteste da migliaia di possibili utilizzatori dell’app. Una petizione per impedire la pubblicazione dell’app ha raccolto più di 7.000 firme in pochi giorni, mentre parodie come “Sheeeple”, “Meet Peeple” e “People for Peeple” hanno preso di mira quella che è stata definita “l’app più stupida del mondo”. Cordray ha cancellato una decina di commenti negativi dalla sua pagina Facebook prima di cancellare del tutto il profilo. Il sito web di Peeple, che ora è offline, sembra aver subito un attacco DDoS. Cordray dice che lei e la sua famiglia hanno ricevuto minacce di morte.

Tutto questo, secondo Cordray, non fa altro che mostrare come mai Internet abbia disperatamente bisogno di un’app come Peeple: non quella che aveva presentato la scorsa settimana, ma una nuova versione rivista e votata a rendere il mondo un posto più positivo. Anche se Cordray non ha descritto e argomentato le sue idee nella mail mandata al Washington Post, il suo post su LinkedIn implica che la versione rivista dell’app permetterà agli utenti di lasciare raccomandazioni pubbliche per amici e familiari che decidono di iscriversi all’app, un sistema che dovrebbe funzionare come gli endorsement su LinkedIn.

Non è un concetto particolarmente nuovo, certamente non come lo sarebbe stato quello di uno “Yelp per le persone” (in un’intervista a Motherboard, Cordray ha paragonato la sua idea rivoluzionaria alla scoperta dell’eliocentrismo). Ma ha il vantaggio di non rendere possibili violenze, abusi e invasioni della privacy delle persone. Come ha imparato Cordray a sue spese questa settimana, le recensioni non richieste non sono fatte proprio come le aveva immaginate.

© 2015 Washington Post

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