6 risposte sull’eroina

Cose che molti si sono chiesti dopo la morte di Philip Seymour Hoffman: negli Stati Uniti il consumo è in aumento, in Italia scende

Subito dopo la notizia della morte di Philip Seymour Hoffman diverse testate statunitensi hanno parlato di “apparente overdose” e hanno raccontato che il corpo di Hoffman era stato trovato con un ago nel braccio. Questa mattina è stato confermato che nell’appartamento dove è stato trovato Hoffman c’era effettivamente dell’eroina, anche se ufficialmente la causa della sua morte è ancora oggetto di un’inchiesta: l’autopsia sul suo corpo è stata fissata lunedì prossimo. Nel frattempo il Washington Post ha cercato di rispondere alle domande più frequenti su questa sostanza, per chiarire i dubbi che circolano di più.

1. Cos’è l’eroina e come funziona?
L’eroina – o Diacetilmorfina – è una sostanza semisintetica ricavata dalla morfina e deriva dunque dall’oppio, sostanza naturale estratta dal guscio dei semi di alcune varietà di papavero. Per le sue proprietà sedative e antinfiammatorie era stata inizialmente elaborata in campo medico: fu sintetizzata la prima volta nel 1874 da un ricercatore britannico, che non la considerò però interessante dopo averla sperimentata sugli animali. Fu sintetizzata nuovamente nel 1897 da Felix Hoffmann, un chimico tedesco che lavorava per la Bayer, e ampiamente utilizzata per curare le più diverse patologie: da quelle respiratorie a quelle neurologiche. Nel 1924 gli Stati Uniti sono stati i primi a togliere l’eroina dal mercato farmaceutico.

Poco dopo la sua assunzione, l’eroina attraversa la barriera ematoencefalica, viene convertita in morfina e lega rapidamente con i recettori di oppiacei. Il corpo umano produce già delle sostanze (le endorfine) che hanno lo stesso effetto dell’eroina, ma in dosi ben più basse: servono per contrastare il dolore.

2. Come si assume e quali sono i suoi effetti?
Come droga “di strada” l’eroina viene generalmente venduta sotto forma di polvere bianca o marrone, o in barrette dal colore scuro: contiene basse dosi di principio attivo, perché viene corretta con varie sostanze da taglio. Si può fumare o inalare, ma la via di somministrazione più diffusa tra i tossicodipendenti è quella endovenosa: tutte e tre le forme di assunzione provocano assuefazione.

Dopo un’iniezione endovenosa, l’effetto dell’eroina viene prodotto molto rapidamente, dopo 7 o 8 secondi – se fumata o inalata dopo 10 o 15 minuti – dura dalle 4 alle 5 ore. Chi usa eroina descrive un immediato e improvviso senso di euforia cui fa seguito un profondo senso di soddisfazione, con sensazioni di calore, sonnolenza, distacco dal resto del mondo, alterazione delle percezioni temporali.

3. Come si muore con l’eroina?
Le dosi letali di eroina sono più basse rispetto a quelle della morfina: il rischio di overdose è dunque maggiore. La dose letale minima di eroina è di 200 mg, ma nei tossicodipendenti da eroina si sviluppa sia tolleranza che dipendenza per cui aumentano la dose letale e anche quella necessaria per ottenere l’effetto. L’eroina è un sedativo che agisce soprattutto sui centri respiratori: può comportare il coma con decesso per asfissia.

4. Quando si diventa dipendenti?
La dipendenza da eroina è molto simile a quella da morfina, ma si instaura più velocemente e con quantità di sostanza più basse. La dipendenza fisica varia comunque da persona a persona e si verifica a seguito di un uso costante dai 7 ai 15 giorni. Una volta instaurata la dipendenza, chi non assume la sostanza incorre in crisi di astinenza che durano in media da 48-72 ore fino a una settimana, e si presentano poche ore dopo l’ultima assunzione.

I sintomi della crisi di astinenza comprendono lacrimazione, sudorazione, senso di fastidio e irritabilità, sudori freddi, dolori ai muscoli e alle ossa, brividi. Raggiungono l’apice circa 24-48 ore dopo l’ultima assunzione e possono portare a problemi respiratori, mal di stomaco e vomito, tremori, senso di abbandono e emarginazione. Le crisi di astinenza da eroina sono “autoconcludenti” e solitamente non sono fatali per gli adulti sani. La difficoltà nel superarle aumenta con il prolungarsi dell’uso di eroina negli anni e con l’invecchiamento di chi ne fa uso. La dipendenza psichica e la relativa crisi d’astinenza, invece, sono molto più complesse: richiedono un supporto sia farmacologico che di tipo psicologico.

5. Quanto è diffuso il consumo di eroina?
Il Wall Street Journal spiega che l’uso di eroina negli Stati Uniti è più basso rispetto a quello di altre droghe, ma che il numero di consumatori è in aumento: secondo uno studio della Substance Abuse and Mental Health Services Administration condotto sugli americani dai 12 anni in su tra il 2007 e il 2012, il numero di consumatori di eroina è quasi raddoppiato passando da 373 mila a 669 mila. Nel 2010 ci sono state più di 3 mila morti per overdose, con un incremento del 55 per cento rispetto al 2000.

Secondo il Rapporto riferito al 2013 del Dipartimento per le politiche antidroga, in Italia il 95,04 per cento della popolazione, tra i 15 e i 64 anni, non ha assunto alcuna sostanza stupefacente. Per quanto riguarda l’eroina, il 2004 è stato l’anno in cui è stato stimato il consumo più elevato: da allora si è osservato un costante e continuo calo.

6. Qual è il motivo dell’aumento del consumo di eroina negli USA?
Una delle ipotesi che potrebbe spiegare l’aumento del consumo di eroina negli Stati Uniti è il fatto che da qualche tempo si riesce a reperire sul mercato una sostanza di maggiore qualità, cioè più pura, rispetto al passato – e a prezzi più bassi. Un’altra possibile ragione è che una serie di azioni governative contro l’abuso di alcuni farmaci antidolorifici abbia favorito il passaggio di chi ne era dipendente all’eroina. Uno studio recente citato dal Wall Street Journal ha scoperto che circa l’80 per cento delle persone che hanno provato l’eroina aveva precedentemente abusato di farmaci antidolorifici.

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