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Il viceministro Martone: «Se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato»

24 gennaio 2012

Durante la sua prima uscita pubblica – un convegno sull’apprendistato organizzato dalla Regione Lazio – il viceministro del Lavoro Michel Martone ha detto che:

«Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale sei bravo e che essere secchioni è bello, perché vuol dire che almeno hai fatto qualcosa»

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56 Commenti

  1. karl

    Il discorso di Martone ha senso però ci sono un paio di domande.
    Perché l’istruzione tecnico-professionale ha così poco fascino? Perché non esiste una scuola superiore elitaria, cioè per gli studenti migliori o per le classi più abbienti, che non sia più calata nella realtà degli attuali licei. Provate a calarvi nei panni di una famiglia di un 13 voi l’anno prossimo vostro figlio a che scuola lo mandereste?
    Uno che a 28 non lavora e ancora non è laureato è uno sfigato, e quindi? che fa? si suicida? è fuori dai giochi o dovrebbe esistere un sistema di formazione continua degli adulti che dovrebbe permetterti di riavvicinarti ai fichi?
    Poi premesso che sono d’accordo che i fuoricorso pesano sulla società, ma se non avremmo mai una pensione tra una laurea a 24 anni e una 30 che differenza c’è? Il valore in più dovrebbe essere la Laurea non l’età, se no vuol dire che è il sistema universitario che ha qualche problema.

  2. @Atraum

    1) Mi sono laureato in un’universita’ privata, ma conosco molto bene quella pubblica, attraverso amici e famiglia che coprono un po’ tutti i ruoli (studente, ricercatore, docente non baronale…)

    2) A 30 anni, quando hai gia’ una carriera, nessuno ti chiede quando ti sei laureato. Ma quando si fanno le selezioni di neolaureati per programmi di formazione o assunzione a livelli junior l’eta’ si guarda eccome. Poi se uno si e’ laureato a 28 anni perche’ e’ stato in giro per il mondo, ha fatto esperienze o ha dato una mano in famiglia lo si prende comunque in considerazione (forse), ma se ti sei grattato la pancia per 9 anni (perche’ a questo fa riferimento la frase del giorno) un’opportunita’ in un posto serio te la puoi scordare. Dire il contrario significa mentire a chi rischia di giocarsi il proprio futuro.

  3. P.S. Per un discorso piu’ generale su motivi e conseguenze dei fuoricorso, puoi fare riferimento ai tanti studi prodotti in questi anni. Sempre che non li consideri un incitamento ingiustificato all’odio sociale.

  4. Sono d’accordo. Ma qualcuno dica a Martone che bisogna imporre ai docenti Unversitari tempi chiari per una tesi di laurea. Ci sono ancora in giro baronastri che pretendono che uno studente lavori (gratis) per due anni e anche più prima di presentare la tesi. Questa pratica va stroncata con ferocia.

  5. ermedusa

    Della serie l’Italia è sempre l’Italia. Questo fregno ha ragione, mi sono laureato a 28 anni e trovo solo lavori pessimi, e soprattutto è importante che di questa realtà ne parli in maniera “ufficiale” un rappresentante del governo. Peccato però che chi parla è un raccomandato da paparino, che magari si sarà laureato pure in breve tempo ma che di certo ha avuto sostanziali spinte per poter stare dove sta e dire ciò che dice.

  6. uqbal

    Secondo me Martone, considerato il contesto, ha ragione. Ci si parcheggia all’università, e poi si pensa, per anni e anni.

    Però d’altra parte esiste anche un irrigidimento nell’altro senso: sembra che se non ti diplomi a 19 anni, laurei a 24, addottori a 27 (e poi dita incrociate…), non vali niente nella vita.

    Secondo me sarebbe anche una buona idea che molti ragazzi, dopo la scuola, si prendessero un anno sabbatico non per stare in panciolle, ma per girare il modo, fare esperienze, (“rub’ i’ccose, tocch’i'ffemmine”, per dirla con Troisi).

  7. pbocchini

    Io concordo con Martone e con tutti quelli che concordano. Oltretutto, il discorso generale elogiava le persone che, consapevoli delle proprie forze e debolezze, scelgono una formazione piu’ tecnica e professionale, e a 28 anni sono dei professionisti formati. In confronto, quelli che a 28 stanno ancora studiando per prendere un titolo che avrebbero dovuto ottenere 4 anni prima sono degli sfigti che non hanno saputo fare le scelte giuste. Certo, se uno intanto ha lavorato a tempo pieno, se ha avuto problemi particolari etc etc non rientra nell’analisi.
    Basta con questo esasperato buonismo italiano, per cui bisogna sempre dire che tutti sono bravi. Non e’ vero! Questo e’ uno dei problemi che ci ha portato al punto in cui siamo. E, da “secchione”, apprezzo molto anche l’elogio che Martone ha fatto verso coloro che con saggezza si sono dedicati a professioni considerate piu’ “umili”, ma che a 28 anni sono solitamente eccellenti professionisti, al contrario degli eterni fuori-corso.

  8. tobuto

    Sinceramente? Mi fate schifo.
    Mi fate schifo voi che dite che un secchione è un monomaniaco, che denigrate chi è soddisfatto del proprio lavoro accusandolo di essere disadattato e realizzarsi solo in quello.
    Mi fate schifo voi che per coprire la vostra pigrizia e la vostra incapacita denigrate la crescita, la produzione e la ricchezza, tutto ciò che ci fa star meglio.
    Mi fate schifo voi che pretendete che chi sa lavorare lavori un po’ di meno soltanto per farvi sentire meno inferiori.
    Mi fate schifo voi che disprezzate il lavoro ma siete invidiosi dello stipendio.
    Mi fate schifo voi che vi affrettate a coprire di attacchi personali chi vi pone di fronte ai vostri fallimenti.
    Voi mi fate schifo perché siete pigri, stupidi, falliti, invidiosi e pieni di livore per chi ha l’unica colpa di essere migliori di voi.
    E siete anche un po’ sfigati.

  9. Ho scoperto di essere uno sfigato e, a quanto sostiene Vittorio Feltri, pure un cretino [anche se i 28 li compirò a novembre e spero di laurearmi entro luglio].
    Mi permetto di sottolineare una cosa: una frase simile è ridicola perché non significa nulla. Martone mi conosce? Sa perché mi laureo a 28 anni? Sa che è più difficile per uno studente italiano conciliare studi e lavoro [ci provi lui a trovare un lavoro part-time con cui pagarsi da solo gli studi]? Sa che molti studenti sono costretti a restare a casa coi genitori perché altrimenti non avrebbero i soldi per studiare? E non pensa che renda più difficile per un ragazzo di 20-25 anni emanciparsi e, quindi, avere stimoli per laurearsi prima? Non pensa che la [quasi] certezza di non contare un tubo, una volta laureati, scoraggi gli studenti a proseguire?
    Non mi auto-assolvo perché mi rendo conto di essere uno sfigato che conta zero. Però gradire una riflessione più accurata da un professorino precoce che a 30 anni era già professore universitario. Quella frase lì la poteva dire uno “sfigato” qualsiasi.

  10. *nella penultima frase dovevo scrivere “gradirei”, non “gradire”. Chiedo scusa per la fretta.

  11. @uqbal
    ho due genitori pensionati. Il lavoro più “gratificante” economicamente che ho trovato è stato il volantinaggio [5 euro l'ora, 4 ore a settimana], ho fatto il portinaio saltuario durante le estati, ho lavorato [gratis] in un call center e con quali soldi me lo pago l’anno sabbatico?
    Da sfigato penso che molti “fichi”, se potessero fare l’anno sabbatico a spese dello stato, emigrerebbero definitivamente, acquisendo un’altra cittadinanza per non ritornare mai più. Mi spiace per te, resteremmo solo noi sfigati a finanziare con le nostre tasse universitarie il lavoro di un Martone qualsiasi.

  12. @Pbocchini e altri
    io sono sfigato abbastanza da ammirare tutti i miei amici che hanno già la magistrale, gente che magari si è diplomata con un punteggio più basso del mio e che si è laureata con 100: io penso che con una tesi scritta da mia nipote di 16 anni potrei aspirare tranquillamente a un bel 110 e lode, vista la mia media. La media ovviamente non conta nulla perché Martone ci dice che conta QUANDO ti laurei, non COME: prendo atto che per lui è un “secchione” anche chi si laurea a 24 anni prendendo 100 o 95 come punteggio finale.
    Come ho già detto, la frase di Martone è inutile e da sfigato qualsiasi perché non spiega niente. E noto, purtroppo, che i secchioni italiani perdono tempo a discutere di una frase così frivola, anziché impiegare il loro tempo per leggere uno studio comparativo sui sistemi universitari europei e commentare quello. Magari scoprireste che, abolendo il valore legale del titolo di studio, qualsiasi discorso sul QUANDO perderebbe di significato e conterebbero solo le “competenze” [che non è detto che un 24enne possieda in misura maggiore rispetto a un 30enne appena laureato].

  13. uqbal

    Ilsensocritico

    Mia sorella, a 18 anni, ad esempio, è andata a fare la chambermaid in Inghilterra per un anno. Una mia conoscente, appena laureatasi alla specialistica in filosofia, è andata a fare la cameriera in Australia.
    Ho conosciuto molti ragazzi che hanno dedicato anche un anno della loro vita con l’EVS (volontariato europeo).
    Se mi dici che in Italia conta troppo l’ambiente familiare, sono perfettamente d’accordo. Però è vero che in Italia esiste il fenomeno del parcheggio universitario, soprattutto al Sud (credo): non so bene che fare, nel frattempo faccio due esami l’anno.
    Poi è anche ovvio che si tratta di un discorso tendenziale: uno si può laureare anche a 38 anni per ottime ragioni. Nei CV inglesi, per dire, ti chiedono in quanto tempo ti sei laureato e, se ci hai messo tanto, ti chiedono cosa hai fatto nel frattempo. E se stavi veramente facendo qualcosa di serio (peraltro, i corsi di laurea e i dottorati part-time sono comuni in UK), la cosa può anche rivelarsi un plus (perché sei uno che si sbatte), rispetto ad uno che è sì un metronomo accademico, ma mostra di avere l’agilità di un pachiderma.

  14. Ryoga

    Senza andare troppo lontano, anche in Italia durante il colloquio di un neolureato o di un cmq con pochi anni di esperienza si parte discutendo il percorso di studi che va spiegato e giustificato.
    Per qualuque esaminatore, la velocita’ nella laurea e’ molto piu’ importante del voto finale (quello lo guardano piu’ le grandi societa’ di consulenza), quindi sconsiglio a chiunque di rifiutare esami a meno che non siano SICURI di darli poi senza perdere tempo aggiuntivo.

    Poi, sia chiaro, in sede di colloquio puoi spiegare il tuo percorso e giustificare il tuo ritardo, ma devi essere molto convincente.

    Detto questo, ricordo che a Padova un fuorisede con basso reddito e in corso aveva diritto a una borsa da oltre 6 milioni, niente tasse e in mensa non pagava nulla. Un doppia andava via a circa 300 mila al mese quindi direi che dentro ci stava tranquillo.

  15. Sono fuori corso, ma non sono scemo e so benissimo che avrò molte difficoltà a trovar lavoro laureandomi tardi. Ma se oltre al danno si aggiunge pure la beffa della denigrazione da parte di questo omino con la gobba, mi inca**o sul serio.
    Qua sopra ci sono commenti di “bambini” convinti davvero che i fuoricorso siano tutti figli di papà che vanno in vacanza in barca a vela [lol, non vado in vacanza da due anni e l'ultima vacanza me la son goduta con una borsa di studio dopo anni che non potevo permettermene una], quando esistono comodissime università private dove il figlio di papà si laurea in tre anni senza problemi.

  16. atraum

    caro stefano gli studi di cui parli li ho letti anche io e non riportano le tue considerazioni. magari nemmeno le mie al 100% ma non per questo la mia opinione deve essere considerata “inferiore” rispetto alla tua. non capisco poi il tuo discorso sull”odio”. mah! comunque ho capito con chi ho a che fare. volevo solo far capire che la tua analisi è troppo semplicistica…e lo si evince proprio da quegli studi che tu con spocchia da vice.vice.vice.prof universitario (o assistente convinto con inclinazione al nonnismo)o similare mi sbatti in faccia. comunque non preoccuparti,io e te continueremo a fare la nostra vita in serenità reciproca. resta il fatto che martone ha cannato di brutto in comunicazione.per il resto in fondo in fondo penso che abbiamo la stessa opinione su università e studenti in e fuori corso ma a te piace insistere a dare dello “sfigato” a me piace molto meno. ciao

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