Il Post
— Cultura

Sculture che camminano

Il New Yorker parla degli "Strandbeests", le sculture cinetiche dell'artista Theo Jansen

5 settembre 2011

Questa settimana Ian Frazier del New Yorker scrive di Theo Jansen, un artista olandese che realizza “sculture cinetiche”, sculture che si muovono da sole, progettate per spostarsi con disinvoltura sulla spiaggia. La serie di sculture si chiama Strandbeests (in olandese significa appunto “animali della spiaggia”). Nel video, del regista Alexander Schlichter, Frazier parla di queste sculture che traggono l’energia necessaria al movimento dal vento, e spiega come si inseriscono nella tradizione paesaggistica olandese.

Le sculture di Theo Jansen ricordano lo scheletro di strani animali. Sono progettate per essere in grado di camminare sulle spiagge dei Paesi Bassi: attraverso sensori meccanici e pneumatici, le macchine si accorgono di incontrare un ostacolo e si rendono conto di essersi avvicinate troppo al mare, e cambiano direzione. Jansen lavora su questo tipo di sculture da più di vent’anni. Inizialmente erano piuttosto semplici. Gradualmente ha cominciato a progettarle perché interagissero con l’ambiente per cui erano destinate; nel corso del tempo le strutture sono diventate sempre più capaci di sopravvivere agli elementi naturali del loro ambiente di destinazione, la sabbia, l’acqua e le tempeste.

Dopo aver sperimentato diversi materiali, negli anni ’90 Jansen ha scoperto che i tubi di PVC erano il materiale più adatto per i suoi lavori. La plastica dei tubi viene combinata con legno e teli che funzionano come vele e muovono la scultura. Le creature sono capaci anche di trattenere aria e utilizzarla in assenza di vento, attraverso un sistema di pompe che la incamera all’interno di un serbatoio di bottiglie di plastica.

Gli Standbeests non hanno ruote, perché con le ruote non potrebbero muoversi bene sulla sabbia. Jansen ha progettato dei “piedi” che rispondono molto meglio alle esigenze di movimento delle strutture, che conferiscono agli Strandbeests un’andatura irregolare e molto viva. Tutte le sculture sono frutto di molti errori e di una progettazione accuratissima: in uno spot di BMW in cui raccontava il suo lavoro, Jansen dichiarava: “il confine tra arte e ingegneria esiste solo nella nostra testa”.

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  • alozap

    Molto belle e molto interessanti. Grazie per la dritta, approfondirò.
    Ps: però l’uso del termine “sculture” è un po’ risibile… oddio, capisco che se nei titoli (del Post e del New Yorker) fosse apparso “macchine” al posto di “sculture”, e “inventore” al posto di “artista”, il numero di hipsters che considerebbero il lavoro di Jansen “cool” diminuirebbe parecchio, a favore di un maggior apporto di pubblico dal fronte dei geeks/nerds. Ma macchine rimangono (e pure molto cool, imho). E ben venga altrimenti nel prossimo spot della fiat ci diranno che i nuovi modelli sono “sculture a benzina”.

  • devicerandom

    1) Il New Yorker è arrivato tardi; quelle sculture girano sul web da almeno 3-4 anni.

    2) @Alozap: Sono macchine *e anche* sculture. http://en.wikipedia.org/wiki/Kinetic_sculpture

  • alozap

    Ok Device,
    ma allora mi spieghi perchè, quando si parla delle invenzioni meccaniche di Leonardo Da Vinci (che ovviamente hanno importante valenza sia dal punto di vista ingegneristico, sia da quello artistico), non si usa il termine “sculture”?
    http://en.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci#Engineering_and_inventions
    Qual è la linea di demarcazione? La non usabilità per fini pratici mondani?
    Se attacco una ruota da bicicletta ad uno sgabello in modo da potermi sedere su di esso e deambulare pedalando, è un’ “invenzione”, mentre se faccio la stessa cosa rendendo l’oggetto inutile per fini pratici alla Duchamp (vedi: Bycicle Wheel) diventa una “scultura”? Se espongo la mia bicicletta in una teca di plexiglass e chiamo l’opera “What Duchamp Meant Before He Got Drunk”, posso chiamarla “scultura” anche se non ho scolpito un bel niente?

  • ilpost

    Sei arrivato tardi, Alozap, di Leonardo da Vinci si parla da un sacco di tempo.

  • alozap

    @ ILPOST
    Non colgo se il vostro commento sia
    1) una punzecchiatura sarcastica nei confronti di chi vi ha detto “siete arrivati tardi”, nel qual caso ok, bello, adoro il sarcasmo, ho anche riso, ma la prossima volta rivolgetelo a chi ve lo ha detto (e non ero io…), oppure
    2) un’effettivo riferimento a una qualche discussione in cui si spiega nello specifico la domanda da me posta (riguardante la differenza di nomenclatura tra le opere ingegneristiche di Da Vinci e quelle di Jansen), nel qual caso mi linkate la pagina a cui vi riferite così mi faccio una cultura?

  • metadiapason

    @alozap
    quindi secondo te Calder non sarebbe uno scultore?

    le macchine hanno una finalità, queste sono opere d’arte. le motivazioni sono anche banali ed evidenti, ma richiederebbero una complessa spiegazione