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Dove finiscono i nostri soldi

Il grafico di OpenSpending sulla distribuzione della spesa pubblica italiana

19 aprile 2011

Open Spending è una iniziativa nata online per analizzare il modo in cui i governi del mondo spendono i fondi pubblici che i loro cittadini versano attraverso tasse e imposte. Gli esperti del portale hanno deciso di analizzare la spesa pubblica italiana, basandosi sui dati raccolti tra il 1996 e il 2008. Il grafico interattivo è stato realizzato in due giorni da un piccolo gruppo di informatici, giornalisti e volontari in occasione del convegno “La politica della trasparenza e dei dati aperti” organizzata dalle associazioni che si occupano di trasparenza e dati aperti.

Navigare all’interno del grafico è semplice. Nella prima schermata vengono presentate le principali voci di spesa con i numeri espressi in miliardi di euro. Cliccando su ogni quadrato colorato si accede alla schermata successiva dove sono visualizzate le spese ripartite per le singole regioni italiane. Per tornare indietro è sufficiente usare il tasto del proprio browser che riporta alla pagina precedente (si trova in alto affianco alla barra degli indirizzi ed è una freccia che indica verso sinistra), oppure ricaricando la pagina cliccando qui.

La spesa principale è legata alla Previdenza e alle Integrazioni Salariali: 285 miliardi di euro. Le regioni con la spesa più alta in questo ambito sono Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Toscana con un dato che supera i 20 miliardi di euro con un picco di 49 per la Lombardia. La Sanità è la seconda voce di spesa più importante con la Lombardia che nel 2008 ha speso 18 miliardi di euro, seguita dal Veneto, dalla Campania e dall’Emilia Romagna con circa la metà. La Valle d’Aosta è la regione che spende meno in termini assoluti, essendo tra le più piccole, e se la cava con 270 milioni di euro.

I dati nazionali del grafico ci dicono che il 37,85% della spesa pubblica è per la Previdenza e le Integrazioni Salariali, il 13,39% per la Sanità e il 13,66% per l’Amministrazione Generale. Poi c’è un salto notevole, quasi della metà, prima di arrivare alla voce di spesa successiva che è l’Istruzione con il 7,61%. Per la Difesa la spesa è del 2,42%, per la Sicurezza pubblica e l’1,34% per la Cultura e i servizi ricreativi. All’Ambiente va lo 0,9% della spesa, 0,65% per lo Smaltimento rifiuti e 0,15% per le Telecomunicazioni (nel 1996 la spesa era dello 0,55%).

- La rilettura del grafico di Isola Virtuale

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13 Commenti

  1. Mondrian è molto più appealing delle torte!

  2. piti

    Vabbè, ma senza un pro capite regionale, cosa mi rappresenta dire che la Lombardia o l’Emilia Romagna spendono più della Valle d’Aosta?

  3. Ryoga

    Ho letto migliaia di volte di come la sanita’ in Sicilia sia enormemente costosa, ma dai numeri non sembra risultare.

  4. pbocchini

    Quindi se per 2 anni facessimo gli “americani”, senza previdenza, integrazioni, sanita’ e istruzione pubblica, ripagheremmo il debito?
    Detta cosi’ e’ drastica, ma se anziche’ azzerarle per 2 anni le riducessimo di un quinto per 10…
    Ok, lo so e’ fantascienza, ma onestamente non mi aspettavo queste cifre!

  5. mariom

    E perché ridurre di un quinto le categorie di spesa, quando sarebbe più rapido ed efficace giustiziare una corrispondente quantità di pensionati, di insegnanti, di medici e paramedici (e magari anche di pazienti)?

  6. @MARIOM o magari facciamo pagare quel 38% di evasione fiscale, dato al netto di lavoratori dipendenti e pensionati, che qualche giorno fa ha comunicato l’Agenzia delle entrate. E tengo a sottolineare che chi evade usufruisce dei servizi garantiti dalla spesa pubblica, vedi il sistema sanitario nazionale, come chiunque altro che invece le paga.

  7. scusa @MARIOM il commento era per @PBOCCHINI

  8. kamifusen

    Che sorpresa, le regioni più popolose spendono più delle altre. Uno dei pochi dati in controtendenza è il secondo posto della Calabria nella spesa per la viabilità; dato che però, ahinoi, non sorprende più di tanto.
    Come detto da PITI un valore pro capite sarebbe più utile.

  9. riccardor

    Ha ragione PITI: dati poco utili per capire chi spreca e chi no, senza un riferimento quantomeno al numero di abitanti.

  10. sdbardi

    piu’ che comparare i dati a livello regionale e’ interssante osservare la timeline…veloce esempio: spesa per l’Amministrazione Generale tra il 2002 e il 2003 e’ aumentata da 62.1bm a 113.68bm (!?)…o la costante crescita della spesa per difesa negli ultimi 10 anni.

  11. ff2002

    un lavoro del tutoo inutile, da buttare nel cesso

  12. sdbardi

    @FF2002..perche’?

  13. acousticmotorbike

    i dati sono fuorvianti, come chiunque si occupi di politiche pubbliche avrà capito subito. Guardando i dati per regione, è evidente che non si tratta della spesa DELLE Regioni, altrimenti non si spiegherebbe la spesa per la difesa, ad esempio, che non è competenza regionale… Immagino quindi che sia una territorializzazione della spesa pubblica totale (stato, regioni, comuni, etc.). La spesa regionale, in tutte le regioni, è in larga misura spesa per la sanità, mentre è lo Stato che si occupa delle pensioni e dell’istruzione.

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