Open Spending è una iniziativa nata online per analizzare il modo in cui i governi del mondo spendono i fondi pubblici che i loro cittadini versano attraverso tasse e imposte. Gli esperti del portale hanno deciso di analizzare la spesa pubblica italiana, basandosi sui dati raccolti tra il 1996 e il 2008. Il grafico interattivo è stato realizzato in due giorni da un piccolo gruppo di informatici, giornalisti e volontari in occasione del convegno “La politica della trasparenza e dei dati aperti” organizzata dalle associazioni che si occupano di trasparenza e dati aperti.
Navigare all’interno del grafico è semplice. Nella prima schermata vengono presentate le principali voci di spesa con i numeri espressi in miliardi di euro. Cliccando su ogni quadrato colorato si accede alla schermata successiva dove sono visualizzate le spese ripartite per le singole regioni italiane. Per tornare indietro è sufficiente usare il tasto del proprio browser che riporta alla pagina precedente (si trova in alto affianco alla barra degli indirizzi ed è una freccia che indica verso sinistra), oppure ricaricando la pagina cliccando qui.
La spesa principale è legata alla Previdenza e alle Integrazioni Salariali: 285 miliardi di euro. Le regioni con la spesa più alta in questo ambito sono Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Toscana con un dato che supera i 20 miliardi di euro con un picco di 49 per la Lombardia. La Sanità è la seconda voce di spesa più importante con la Lombardia che nel 2008 ha speso 18 miliardi di euro, seguita dal Veneto, dalla Campania e dall’Emilia Romagna con circa la metà. La Valle d’Aosta è la regione che spende meno in termini assoluti, essendo tra le più piccole, e se la cava con 270 milioni di euro.
I dati nazionali del grafico ci dicono che il 37,85% della spesa pubblica è per la Previdenza e le Integrazioni Salariali, il 13,39% per la Sanità e il 13,66% per l’Amministrazione Generale. Poi c’è un salto notevole, quasi della metà, prima di arrivare alla voce di spesa successiva che è l’Istruzione con il 7,61%. Per la Difesa la spesa è del 2,42%, per la Sicurezza pubblica e l’1,34% per la Cultura e i servizi ricreativi. All’Ambiente va lo 0,9% della spesa, 0,65% per lo Smaltimento rifiuti e 0,15% per le Telecomunicazioni (nel 1996 la spesa era dello 0,55%).
- La rilettura del grafico di Isola Virtuale




Mondrian è molto più appealing delle torte!
Vabbè, ma senza un pro capite regionale, cosa mi rappresenta dire che la Lombardia o l’Emilia Romagna spendono più della Valle d’Aosta?
Ho letto migliaia di volte di come la sanita’ in Sicilia sia enormemente costosa, ma dai numeri non sembra risultare.
Quindi se per 2 anni facessimo gli “americani”, senza previdenza, integrazioni, sanita’ e istruzione pubblica, ripagheremmo il debito?
Detta cosi’ e’ drastica, ma se anziche’ azzerarle per 2 anni le riducessimo di un quinto per 10…
Ok, lo so e’ fantascienza, ma onestamente non mi aspettavo queste cifre!
E perché ridurre di un quinto le categorie di spesa, quando sarebbe più rapido ed efficace giustiziare una corrispondente quantità di pensionati, di insegnanti, di medici e paramedici (e magari anche di pazienti)?
@MARIOM o magari facciamo pagare quel 38% di evasione fiscale, dato al netto di lavoratori dipendenti e pensionati, che qualche giorno fa ha comunicato l’Agenzia delle entrate. E tengo a sottolineare che chi evade usufruisce dei servizi garantiti dalla spesa pubblica, vedi il sistema sanitario nazionale, come chiunque altro che invece le paga.
scusa @MARIOM il commento era per @PBOCCHINI
Che sorpresa, le regioni più popolose spendono più delle altre. Uno dei pochi dati in controtendenza è il secondo posto della Calabria nella spesa per la viabilità; dato che però, ahinoi, non sorprende più di tanto.
Come detto da PITI un valore pro capite sarebbe più utile.
Ha ragione PITI: dati poco utili per capire chi spreca e chi no, senza un riferimento quantomeno al numero di abitanti.
piu’ che comparare i dati a livello regionale e’ interssante osservare la timeline…veloce esempio: spesa per l’Amministrazione Generale tra il 2002 e il 2003 e’ aumentata da 62.1bm a 113.68bm (!?)…o la costante crescita della spesa per difesa negli ultimi 10 anni.
un lavoro del tutoo inutile, da buttare nel cesso
@FF2002..perche’?
i dati sono fuorvianti, come chiunque si occupi di politiche pubbliche avrà capito subito. Guardando i dati per regione, è evidente che non si tratta della spesa DELLE Regioni, altrimenti non si spiegherebbe la spesa per la difesa, ad esempio, che non è competenza regionale… Immagino quindi che sia una territorializzazione della spesa pubblica totale (stato, regioni, comuni, etc.). La spesa regionale, in tutte le regioni, è in larga misura spesa per la sanità, mentre è lo Stato che si occupa delle pensioni e dell’istruzione.