La vita a Pyongyang

Foto molto belle da un posto in cui andare in vacanza è molto complicato

Pyongyang è la capitale della Corea del Nord, uno dei regimi dittatoriali più isolati, chiusi e repressivi al mondo. Per andare in Corea del Nord serve un visto: gli occidentali non statunitensi possono entrare durante ogni periodo dell’anno ma non possono fermarsi più di dieci giorni. Gli americani invece possono andare solo cinque giorni l’anno, durante il periodo dell’Arirang festival, i “giochi di massa” celebrativi del regime. L’ingresso in Corea del Nord può essere negato per qualsiasi ragione, anche senza una ragione: certo non c’è speranza di avere un visto se nel modulo avete scritto che fate il giornalista, il politico o l’attivista per i diritti umani.

Mettiamo pure che riusciate a ottenere il visto, una volta arrivati a Pyongyang sarete costantemente accompagnati e sorvegliati da una guida turistica governativa. In aeroporto bisogna lasciare passaporto e telefono cellulare. Ogni materiale che sarà considerato pornografico o religioso sarà confiscato. Ci sono solo due alberghi in città cui si vede la CNN, e probabilmente sareste portati lì: al Koryo o al Potanggang. Vietato andare in giro senza guida turistica, vietato rivolgere la parola ai nordcoreani, vietato scattare foto a strutture governative. Poi ci sono anche le guide che fanno delle eccezioni, a loro rischio e pericolo, ma meglio non farci troppo affidamento. Insomma, andare in vacanza a Pyongyang è molto complicato, come racconta anche il reportage a fumetti di Guy Delisle. E quindi meglio affidarsi alle foto, come queste molto belle di Feng Li per Getty Images (che in qualche modo avrà fatto).

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