Una storia italiana (seconda parte)

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E’ natà così, grazie alla determinazione del Senatore Orso Mario Corbino, il gruppo dei Ragazzi di via Panisperna, il laboratorio di ricerca di fisica nucleare guidato da Enrico Fermi. Il luogo dove sono state fatte le ricerche che hanno portato alla prima fissione nucleare ed al premio Nobel per Enrico Fermi.

Un luogo in cui si sono concentrati talenti che hanno avuto un ruolo di primo piano nella storia della fisica mondiale: Franco Rasetti, Emilio Segrè, Ettore Majorana, Bruno Pontecorvo, Edoardo Amaldi, Oscar D’Agostino.

Un bel libro che ho letto di recente, ricco anche di aneddoti umani, racconta questa storia: La banda di via Panisperna. (che mi ha fatto ragionare anche su pregiudizi, responsabilità, formalismi, etica, ecc…)

Quando fecero la prima fissione dell’uranio, non capirono subito ciò che avevano ottenuto. Pensavano di avere prodotto due nuovi elementi che chiamarono “ausonio” ed “esperio”. Il regime fascista, che nel frattempo era arrivato, fece pressioni per chiamare uno di questi nuovi elementi “littorio”, ma Corbino si oppose con una risposta geniale: “Sono elementi che hanno un tempo di vita breve che poco si adatterebbe alla durata del fascismo”.

Alla morte di Corbino il regime nominò Antonino Lo Surdo come direttore dell’istituto di fisica; uomo vicino al regime ma dichiaratamente lontano dalla fisica del gruppo di Fermi. Il laboratorio venne trasferito ed il trasferimento poteva essere l’occasione per un ammodernamento degli apparati.

Fermi propose di dotare il laboratorio di un acceleratore di particelle, essenziale per proseguire nella direzione in cui stava andando la ricerca, ma senza l’appoggio di Corbino non fu possibile.

Fermi va a Stoccolma a ritirare il Nobel. Il regime gli dice di indossare alla cerimonia una camicia nera e di fare il saluto romano. Lui indossa un frac e fa un inchino al re di Svezia prima di dargli la mano.

La mattina dopo i giornali italiani non celebravano il grande successo della ricerca italiana, ma polemizzavano sul punto politico del comportamento del non-saluto romano.

Segrè era ebreo, come anche la moglie di Fermi. Anche per questo la preoccupazione nel gruppo era cresciuta e nel 1938 quasi tutti lasciano l’Italia. Fermi, dopo aver ritirato il Nobel tira dritto e va a New York; un altro paio di collaboratori lo segue, uno va in Canada. Majorana scomparve dopo aver lasciato un paio di messaggi ambigui che hanno fatto anche ipotizzare un suicidio.

Il Senatore Corbino, in un’epoca in cui era possibile farlo (ma anche non banale) si è preso responsabilità come oggi non sarebbe possibile fare. E lo ha fatto premiando nel merito il talento di un gruppetto che con pochissime risorse ha inanellato successi legati alla comprensione della struttura del nucleo atomico, la scoperta dei neutroni lenti, la fissione, la legge sul decadimento beta, la statistica di Fermi-Dirac, ecc.

Oggi, in Via Panisperna 89/A c’è un ingresso del Ministero degli interni e non c’è nemmeno una targa in memoria di questi eventi.