Elogio della volatilità dei mercati finanziari

A letto il 31 dicembre 2019, svegli oggi, uno sguardo ai mercati: “qual è il problema?”

Mi chiedo spesso come far capire ai miei interlocutori che la volatilità nei mercati non è qualcosa da temere, ma piuttosto da abbracciare. È lei che ci dà l’opportunità di far fruttare veramente gli investimenti sul lungo periodo. Questa non è un’opinione: è una realtà la cui esistenza bisogna riconoscere se si vuole la possibilità di conseguire i risultati sperati, anche se è impossibile determinarne l’entità in anticipo.

‘Io sono un investitore che non vuole prendere rischi; voglio solo accumulare qualcosa per la mia pensione, magari rifacendomi sull’inflazione.’

‘Le azioni? No, troppo rischio; non posso permettermi di perdere soldi. A me basta ricevere il minimo, che so 3-4% l’anno, e sono felice.’

Questi sono pensieri semplici di persone che vogliono giustamente ottenere un supporto ed una certa sicurezza dal loro patrimonio, indipendentemente dalle sue dimensioni. In fondo, cosa ci può essere di più logico di voler battere l’inflazione o ottenere quel ‘minimo’ 3-4% l’anno? Purtroppo, ci sono delle contraddizioni in questi pensieri: per recuperare gli effetti dell’inflazione o per ottenere rendimenti al di sopra di quello che rende la liquidità non si possono evitare i rischi. La volatilità, uno di questi rischi, è l’unica nostra amica qui; ci viene incontro offrendoci un qualcosa in più di rendimento in cambio di un minimo di disciplina. (1)

Un semplice esercizio mentale può aiutarci a capire perché. Se il rendimento di tutti gli investimenti fosse uniforme e senza sorprese, come una riga retta quasi perfetta, tutti li comprerebbero, il loro prezzo salirebbe e il rendimento calerebbe fino a quando gli investimenti non sarebbero più interessanti (non aiuterebbero contro l’inflazione e non produrrebbero quel 3-4% desiderato, per riallacciarci ai due investitori precedenti). Per controbilanciare gli effetti di questa forza gravitazionale bisogna che ci sia una forza contraria, come potrebbe essere quella generata da un dubbio che scoraggi i più timidi dal gettarsi nella mischia; un dubbio come il fatto che oggi qualcosa si compra a 10 e domani potrebbe vendersi a 8 o a 13 (ma negli anni con probabilità arriverebbe a 20). La volatilità, insomma, è questo dubbio: chi la capisce e l’abbraccia potrà beneficiarne dei suoi effetti che, nel tempo, si appiattiscono.

Nulla di questo ci astiene dall’assicurarci prima di tutto che l’obiettivo, l’orizzonte temporale dei propri averi finanziari e le proprie aspettative siano logicamente connesse alla volatilità degli investimenti. Ambizioni non realistiche sono molto dannose. Pensatela se volete in termini velistici. Se vi piace andare a vela ma avete paura delle onde potreste pensare di farvi lunghe escursioni su un piccolo lago (come quello di Zurigo) ma dovete scordarvi le sensazioni di avventura e di distanza che solo gli oceani possono dare. Lo stesso con la volatilità: potete investire solo per brevi periodi? Mettete i soldi dove non avrete soprese; v’interessa accumulare un capitale nel tempo, senza bisogno di prelievi intra temporali? Munitevi di pazienza e disciplina e cavalcate le ondate più minacciose per arrivare alla vostra meta.

Buon anno.

Roberto Plaja, 30 dicembre 2020

Nota (1) Mi riferisco qui alla volatilità implicita nei mercati diversificati, siano essi azionari o obbligazionari; tutto diverso quando si parla di azioni o obbligazioni singole, o di fondi attivi di vario tipo.

(l’originale lo trovate qui)