Talento o fortuna

di Riccardo Stucchi

Talento, intelligenza, abilità, perseveranza, impegno, caparbietà. Queste sono alcune delle qualità che si ritiene giochino un ruolo fondamentale nel determinare il successo di una persona.

Queste qualità non sono distribuite omogeneamente tra la popolazione, c’è chi ne possiede di più e chi meno, ma lo squilibrio è abbastanza limitato. Se si considera, ad esempio, l’intelligenza, esistono persone con un quoziente d’intelligenza (Q.I.) doppio o triplo rispetto ad altre, ma nessuno ha un Q.I. pari alla somma di quello di un elevato numero di persone.

Il successo delle persone, invece, è distribuito in modo radicalmente differente: se si considera la ricchezza come una misura del successo, alcuni miliardari dispongono di un patrimonio pari a quello di milioni di altre persone.

Questa differenza tra causa ed effetto implica che, probabilmente, altri fattori oltre alle qualità personali possono determinare il successo di una persona. Uno di questi potrebbe essere la fortuna.

Un gruppo di ricercatori(1), per verificare tale ipotesi, ha effettuato una simulazione al computer considerando un gruppo di 1000 “persone” (non reali, simulate). Ogni persona è dotata di un differente livello di intelligenza, chi più alto e chi più basso come nel mondo reale, e dispone inizialmente di un capitale pari a 10, uguale per tutti. Ogni 6 mesi per 40 anni vengono fatti accadere degli eventi casuali differenti per ogni persona:

  1. Se l’evento è neutro il capitale rimane invariato;
  2. Se l’evento è sfortunato il capitale viene dimezzato;
  3. Se l’evento è fortunato la persona ha la possibilità di raddoppiare il proprio capitale, con una probabilità che aumenta all’aumentare della propria intelligenza.

Al termine della simulazione la persona con più successo disponeva di un capitale di oltre 2500 (250 volte il capitale iniziale!) e le 20 persone con più successo (il 2% del campione) possedevano il 44% del capitale totale. Numeri sorprendentemente simili alla distribuzione della ricchezza mondiale.

Tuttavia, ciò che stupisce maggiormente è che la persona di maggior successo aveva un’intelligenza leggermente superiore alla media, mentre la persona con maggiore intelligenza tra le 1000 considerate possedeva un capitale finale di solo 0,6. I ricercatori, increduli, hanno ripetuto la simulazione più volte e il risultato è stato confermato: quasi mai le persone dotate di maggiore intelligenza sono risultate essere quelle con più successo, venendo superate dalle persone con un un’intelligenza nella media ma che sono state semplicemente più fortunate.

In altre parole, lo studio ha individuato una scarsa correlazione tra intelligenza e successo (le persone con intelligenza attorno alla media risultano essere più spesso quelle con maggiore successo perché, semplicemente, sono più numerose) e una forte correlazione tra fortuna e successo.

Il modello è ovviamente molto semplificato e non ha la pretesa di riprodurre in modo esatto le dinamiche del mondo reale, che è enormemente più complesso. Tuttavia, ci mette in guardia rispetto ad una cosa: siamo propensi a pensare che il successo di una persona sia dovuto principalmente alle sue qualità straordinarie e, in misura inferiore, se non trascurabile, alla fortuna. In realtà, probabilmente, è vero il contrario.

-Note-
(1) A. Pluchino. A. E. Biondo, A. Rapisarda “Talent vs Luck: the role of randomness in success and failure”

Qui l’articolo originale del pezzo

-Altre letture-
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