Se il nordest guarda a Matteo Renzi [cronache dell’innovazione]

Cena nel nordest, in una bella città veneta. A tavola una dozzina di CEO di aziende medie. Io prima ho provato a spiegare loro perché questo paese può farcela, come rimettere l’innovazione e gli innovatori al centro, quali italiani ce l’hanno fatta usando la rete, quali ce la stanno facendo ignorati da stampa e tv. Loro mi hanno regalato uno squarcio del paese reale. Qui dove sono stati al governo sempre, prima con la Dc e poi con la Lega, hanno le scatole piene. La crisi morde, molte aziende falliranno, la Lega li ha delusi e non sembra una cosa recuperabile, la sinistra non li convince, non li ha mai convinti, ma nemmeno Montezemolo. Mi hanno chiesto in tanti un parere su Matteo Renzi. È bravo? Fa sul serio? Possiamo fidarci? Non sta a me dirlo. Ma mi ha colpito tanta curiosità per un politico percepito come sostanzialmente vergine. E ho avuto la netta sensazione che una proposta politica nuova oggi farebbe il pieno qui.
Erano solo una dozzina di top manager del nord est, mica l’Italia lo so.
Alla fine il più anziano mi ha abbracciato: lei ha tante belle idee, ma la prossima volta parli più piano, ascoltarla ci fa bene…
Siete voi che mi avete fatto bene, gli ho detto. Ho visto il vento che cambia. E se cambia qui, cambia ovunque. Ci rivedremo.

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