Groupon e io, strascichi

È destino che la vicenda tra me e Groupon non debba finire mai.
Eravamo rimasti che circa un mese fa mi venne spedito l’iPhone 4S che avevo comprato. Me lo sono goduto in tutti i modi possibili. Salvo che un mio amico l’altro giorno mi dice: “devi aggiornare il Mac a Mountain Lion, che così puoi usare iCloud”. Capisco che effettivamente va fatto e decido di fare l’aggiornamento del sistema operativo. Aggiornamento che costa 16 euro.

Vado sul mio homebanking per caricare della suddetta cifra la mia carta per gli acquisti internet. Carta che tengo sempre vuota. E faccio una scoperta eccitante: nella mia carta ci sono 453 euro.

Guardo lo storico della carta e scopro che il 6 novembre, il giorno in cui ho ricevuto l’iPhone, Groupon mi ha riaccreditato completamente la cifra che avevo speso. Controllo tra le mail e scopro che effettivamente tra le molte che Groupon mi ha inviato in quei giorni ce ne è una in cui mi dicono di aver proceduto al rimborso del telefono.

Non so come prendere la cosa. Davvero non so come prenderla. Penso male. Penso malissimo. Penso che può capitare un errore. Penso di stare zitto. Poi penso che l’Italia che vogliamo tutti non funziona così. E quindi scrivo.

Scrivo alla responsabile della comunicazione che mi contattò ai tempi e le dico della mia scoperta, dicendo che probabilmente avevano fatto un errore.

Poco dopo mi richiama Groupon. L’operatore in questione, senza fare nessun riferimento alla mia mail, mi dice che hanno fatto dei controlli (è passato un mese) e che si sono accorti di avere erroneamente accreditato sul mio conto la cifra del telefono. Mi chiedono quindi di fare al più presto un bonifico ordinario a Groupon con l’importo in questione, scusandosi per il nuovo disturbo.

Si può pensare male. Si può pensare malissimo.
Oppure si può pensare che a volte si sbaglia.

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