Vecchietti nella ruota

Forse la differenza tra «noi» e «loro» è un segreto esistenziale che dobbiamo solo augurarci di non scoprire. Torna in mente, questo segreto, nel vedere che il 77enne Silvio Berlusconi pare indeciso tra il passare il crepuscolo della sua vita a rilassarsi tra i miliardi – e le ville, le donne, la celebrità – e il tornare nel casino masochistico della politica italiana, a discutere con Casini e Quagliariello. Torna in mente, questo segreto, nel vedere che l’86 enne Ingvar Kamprad – fondatore e proprietario di Ikea, un fantastiliardario – resterà amministratore della sua holding e continuerà a vivere letteralmente come un barbone: con la sua macchina scassata, una tircheria da leggenda, mai un viaggio o una vacanza. Torna in mente, ancora, nel vedere che l’81 enne Rupert Murdoch è ancora lì che briga, che programma, che si agita come un ventenne. E sono tanti, loro. Noi, invece, siamo quelli che non capiamo, siamo quelli che con un milionesimo dei loro soldi e delle loro possibilità – pensiamo, ci illudiamo – ci metteremmo in pensione a vita: e non a ottantanni, ma subito, il prima possibile. Siamo quelli che fingiamo di non sapere che l’uomo soffre a seconda di come vive. Se Berlusconi tornerà in campo, scatterà l’applauso: ovvio. Ma dovrebbe scattare anche se non lo facesse.