Un ottimo magistrato

Piero Calamandrei, dopo aver ricordato che Erostrato per diventar celebre incendiò il tempio di Diana Efesia, si chiedeva se si potessero trovare magistrati così assetati di fama da esser disposti a far crollare la Giustizia sulla testa dei giudicabili.

La domanda, a distanza di poco meno di un secolo, è ancora attuale e la risposta è piuttosto evidente.

Lo strepito mediatico sui fatti di cronaca è generato spesso da interviste, comunicati e conferenze stampa di dubbia utilità, ed è alimentato da una stampa colpevolmente impegnata ad alzare la posta dell’indignazione sui social, per qualche click in più.
È un terreno scivoloso per tutti. Soprattutto per i magistrati.

Qualche tempo addietro un collega romano mi fece la classica telefonata che tra colleghi è usuale, per sapere chi fosse, o meglio come fosse, nelle indagini ed in aula, il PM titolare di una delicata indagine di cui aveva assunto la difesa in quel di Torino.
Mi diede il nominativo del magistrato che egli non aveva mai sentito nominare e su cui trovava poche notizie in rete.
Diedi le informazioni che avevo.
Era capitato bene. Era un ottimo magistrato, di lungo corso, gran lavoratore, con molta esperienza e inchieste complesse e note alle spalle, sempre condotte con grande equilibrio.
Strano, mi disse il collega – anche lui avanti negli anni- non l’ho mai sentito.
Appunto risposi io: è un ottimo magistrato.

P.s.: a tutt’oggi il Governo non ha volutamente attuato la Direttiva UE 2016/343 sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza approvata dal Parlamento Europeo nel marzo 2016 che mira a regolamentare proprio la delicata fase della comunicazione sui fatti giudiziari da parte delle pubbliche autorità. Ne parlai diffusamente tempo fa qui, a proposito de I tweet di Salvini – The Problem We All Live With.