Il principe reggente del Liechtenstein ha messo il veto sulla legge sull’aborto, come atteso
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Luigi, il principe reggente del Liechtenstein, ha messo il veto su una legge approvata lo scorso settembre dal parlamento del piccolo paese tra Austria e Svizzera che avrebbe reso legale l’aborto entro la dodicesima settimana di gravidanza, in maniera simile a quanto previsto in Italia e nella maggior parte dei paesi europei. Il veto del principe era abbastanza scontato, visto che è un cattolico devoto e che già a giugno aveva detto che si sarebbe opposto a una legge sul tema. In un comunicato Luigi ha detto che la legge non era idonea a tutelare adeguatamente la vita dei nascituri.
Spesso le donne del Liechtenstein che vogliono abortire vanno appunto in Austria o in Svizzera, ma questo aumenta le difficoltà e i costi. L’aborto in Liechtenstein continuerà dunque a essere vietato solo con pochissime eccezioni: in caso di gravi rischi per la salute della donna, se la gravidanza è il risultato di una violenza sessuale o se riguarda una ragazza rimasta incinta prima dei 14 anni. Sia i medici che praticano un’interruzione volontaria di gravidanza sia le donne che la richiedono possono essere puniti con il carcere, e la legge vieta anche di pubblicizzare l’aborto.
La proposta di legge era stata depositata raccogliendo quasi 5mila firme, ben oltre le mille necessarie, su una popolazione di poco più di 40mila abitanti. Prima del veto del principe, era stata approvata dal parlamento con un margine risicato: 13 voti favorevoli e 12 contrari.
– Leggi anche: Il principe del Liechtenstein contro il diritto all’aborto


