I più giovani vanno molto di più in palestra
Gli adolescenti e under 25 che ne frequentano una sono in forte crescita, sia per socializzare sia per una diffusa ossessione per muscoli e tonicità
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Rispetto a una decina di anni fa, entrare oggi in una sala pesi di una palestra in un qualsiasi pomeriggio infrasettimanale è un’esperienza piuttosto diversa: non tanto per i macchinari più moderni, quanto per la frequentazione. È diventato normale infatti vedere molti più adolescenti, intenti a fare esercizi al bilanciere, trazioni, squat, ma anche chiacchierare con gli altri coetanei. È un fenomeno osservato in diversi paesi: l’età media di chi comincia ad allenarsi in palestra si è abbassata, e contestualmente le palestre si sono aggiunte ai luoghi dove gli adolescenti si incontrano e passano il tempo insieme.
In Italia non ci sono dati onnicomprensivi che registrano questo fenomeno, ma tutte le persone con cui ha parlato il Post che lavorano in una palestra hanno confermato questa tendenza. In alcune catene è più evidente. McFit per esempio è una catena frequentata da moltissimi giovani, soprattutto per via dei suoi prezzi relativamente economici: il 50 per cento degli iscritti ha meno di 25 anni. Anche FitActive, la catena con più filiali in Italia, ha rilevato un aumento degli iscritti sotto i 25 anni: negli ultimi tre anni nelle sue sedi di Milano sono aumentati del 40 per cento.
In genere le palestre fanno accedere i ragazzi da quando hanno 15 anni, ma finché sono minorenni devono essere accompagnati dai genitori a fare l’iscrizione: «Ultimamente vediamo tantissimi ragazzi che chiedono come regalo per i 18 anni l’abbonamento in palestra» dice Luca Torresan, responsabile del marketing e della comunicazione di RSG Group, di cui fa parte McFit. È una tendenza che si è sovrapposta a un più generale aumento delle palestre, passate da circa 5.100 nel 2019 a circa 5.900 nel 2026, secondo i dati di Unioncamere.
Tutti i personal trainer con cui ha parlato il Post hanno detto che a differenza del passato, quando la palestra era un’attività di affiancamento ad altre discipline sportive, ora sempre più ragazzi ci vanno con l’obiettivo di diventare più muscolosi: «L’allenamento per migliorare su una performance è diminuito mentre c’è molta più attenzione alla dimensione estetica» dice Alessandro Regalia, che fa il personal trainer in una palestra di Milano.
Spesso i ragazzi non possono permettersi un personal trainer che compili per loro una scheda con un programma di allenamento, quindi «improvvisano guardando video di allenamenti sui social oppure facendosi fare dei programmi di allenamento dall’intelligenza artificiale» dice Regalia.
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È una tendenza che riguarda tantissimi paesi occidentali. Quest’anno PureGym, la più grande catena di palestre nel Regno Unito, ha detto che il 47 per cento dei suoi nuovi iscritti ha 25 anni o meno. Jordi Bella, amministratore delegato della catena di palestre Synergym, che ha 160 sedi in tutta la Spagna, ha detto a El Paìs che il comportamento dei più giovani è diverso da quello delle generazioni precedenti. In passato, ha detto, le amicizie nelle palestre nascevano soprattutto nei corsi di gruppo, mentre ora avvengono anche nelle sale pesi dove ci si allena individualmente, specialmente tra i più giovani.
Secondo Leopoldo Romanelli, psicologo che lavora soprattutto con gli adolescenti, la diffusione della palestra tra i più giovani va messa in relazione con il modo in cui è cambiato il loro rapporto con gli spazi pubblici: «I ragazzi vivono fin da bambini con il loro corpo sotto sequestro, perché i luoghi all’aperto che in passato erano normalmente frequentati dai più giovani, come strade, parchi e cortili, vengono oggi considerati troppo pericolosi dagli adulti».
La palestra diventa per Romanelli un «compromesso sicuro e validato», uno spazio legittimato sia dalla famiglia sia dal gruppo dei pari. È un posto in cui un adolescente può incontrare altre persone e trascorrere del tempo fuori casa senza che questo susciti necessariamente le stesse preoccupazioni che potrebbero accompagnare altri luoghi di ritrovo.
Che gli adolescenti facciano attività fisica è, di per sé, positivo, ma va considerato anche il motivo per cui la praticano e che rapporto con il proprio corpo contribuisce a creare.
Tutte le persone con cui ha parlato il Post pensano che siano stati soprattutto i social network a diffondere tra i più giovani dei parametri di bellezza molto legati ai corpi tonici e scolpiti, e che questo sia un grosso incentivo alla frequentazione delle palestre. Su TikTok i contenuti sulla palestra sono diventati popolarissimi e rientrano nella categoria #gymtok, popolata da video di ragazze e ragazzi che raccontano la loro dieta rigorosissima, mostrano i loro allenamenti ed esibiscono quanto è definito il loro corpo.
Prima negli Stati Uniti e poi anche in altri paesi, compresa l’Italia, la diffusione dell’abitudine di riprendersi durante gli allenamenti in palestra, che riguarda principalmente i content creator ma più in generale chi è molto attivo sui social, è diventata talmente invadente da richiedere l’introduzione di regole e lo sviluppo di una nuova etichetta.
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«Vedere i coetanei mostrare delle forme fisiche perfette sui social rende il confronto immediato e continuo, alimentando l’insoddisfazione corporea» dice Sara Iannattone, ricercatrice in psicologia clinica all’Università degli Studi di Padova e autrice dello studio Italian adolescents’ body image and sociocultural influences.
Per lungo tempo l’insoddisfazione legata al proprio corpo e alla propria immagine è stata spesso legata alle donne che da sempre sono anche più vittime di disturbi dell’alimentazione, come bulimia e anoressia. Adesso l’insoddisfazione nei confronti del proprio corpo è in aumento anche tra gli uomini.
Tra i ragazzi, spiega Iannattone, assume una forma diversa: la cosiddetta dismorfia muscolare, o vigoressia. Chi ne soffre può percepirsi continuamente come troppo magro o poco muscoloso anche quando il suo corpo non corrisponde affatto a questa descrizione. Questo può portare ad allenamenti compulsivi, diete molto rigide e iperproteiche e, nei casi più estremi, all’uso di integratori o sostanze anabolizzanti.
L’ossessione per la palestra e in generale per il miglioramento del proprio aspetto fisico rientra nel concetto di “looksmaxxing“, termine che si è diffuso negli ultimi anni su internet per indicare un insieme di pratiche finalizzate a migliorare il proprio aspetto e diventare più attraenti possibile.
Per Romanelli l’ossessione per il potenziamento muscolare è la risposta dei giovani alla società dell’iper-prestazione e del narcisismo creata dagli adulti: «Di fronte alla crisi dell’ascensore sociale, del modello patriarcale tradizionale e della progettualità futura, la struttura corporea rimane l’unica variabile che il giovane sente di poter controllare e modificare per affermare la propria autoefficacia».
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