La Russia ha bombardato il secondo ponte più importante di Kyiv, dopo averne colpiti altri tre

Il Ponte Nord di Kyiv colpito da un drone russo, sabato 3 ottobre del 2026 (REUTERS/Valentyn Ogirenko)
Il Ponte Nord di Kyiv colpito da un drone russo, sabato 3 ottobre del 2026 (REUTERS/Valentyn Ogirenko)

Sabato la Russia ha bombardato il secondo ponte più importante della capitale ucraina Kyiv, il Ponte Nord (Pivnichnyi), dopo aver bombardato altri tre importanti ponti della città fra giovedì e venerdì: fra questi c’era anche il Ponte Sud (Pivdennyi), il più importante della città e già più volte preso di mira dagli attacchi russi. L’attacco non ha causato feriti, ma ha bloccato la circolazione. Kyiv è divisa in due dal fiume Dnipro, largo circa un chilometro e attraversato da otto ponti. Sulla riva est vive circa un terzo dei tre milioni e mezzo di abitanti di Kyiv; sulla riva ovest (o destra) si trova la maggior parte dei luoghi di lavoro e degli uffici pubblici. Ogni giorno circa 500mila pendolari attraversano il fiume e la parziale chiusura dei ponti ha causato lunghi ingorghi in tutta la città.

L’esercito russo ha sostenuto che fosse utilizzato per il trasferimento delle truppe e per la logistica militare, e che questo bastasse a renderlo un obiettivo militare legittimo. In realtà la Russia non ha mai distinto obiettivi militari da quelli civili e negli ultimi mesi ha anche intensificato i suoi bombardamenti sugli obiettivi civili di Kyiv, su cui sta lanciando attacchi più piccoli e frequenti.

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