In Lettonia gli exit poll danno in grande vantaggio il partito del primo ministro uscente pro Ucraina, ma buoni risultati anche per i partiti filorussi

Il primo ministro lettone Andris Kulbergs con il figlio in braccio fuori da un seggio a Riga (EPA/VALDA KALNINA)
Il primo ministro lettone Andris Kulbergs con il figlio in braccio fuori da un seggio a Riga (EPA/VALDA KALNINA)

Alle elezioni parlamentari in Lettonia gli exit poll danno in grande vantaggio Lista Unita, il partito del primo ministro uscente di centrodestra Andris Kulbergs, in una misura sorprendente: per gli exit poll Lista Unita sarebbe oltre il 35 per cento, mentre i sondaggi lo davano intorno al 23. Gli exit poll danno poi intorno all’11 per cento entrambi i partiti filorussi, Prima la Lettonia e Potenza Sovrana, che hanno molto aumentato i consensi rispetto alle ultime elezioni del 2022 (il primo aveva preso il 6,3 per cento, il secondo il 3,3).

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I rapporti del paese con la Russia d’altra parte sono stati uno dei temi centrali di queste elezioni: i partiti filorussi hanno approfittato dei problemi dell’economia lettone e del sistema sanitario per sostenere che il paese debba tornare ad avere rapporti più stretti con la Russia e interrompere il sostegno all’Ucraina nella guerra contro la Russia, per investire quei soldi in altro modo. La Lettonia è un membro dell’Unione Europea e della NATO, e in più confina con Russia e Bielorussia: l’invasione russa dell’Ucraina è una questione di sicurezza interna assai più che in altri paesi. Kulbergs è un convinto sostenitore dell’Ucraina e ha già escluso qualsiasi alleanza con i partiti filorussi per governare. L’affluenza è stata la più bassa di sempre per elezioni parlamentari, di poco superiore al 50 per cento.