La donna che aveva denunciato di stupro il rapper Jay-Z ha detto che le sue accuse erano totalmente false
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La donna che nel 2024 aveva denunciato il noto rapper statunitense Jay-Z di stupro ha scritto in una dichiarazione fornita a un tribunale di New York che si era inventata le accuse, e di non averlo mai incontrato né di aver parlato con lui. Già nel 2025 aveva ritirato la denuncia, che riguardava anche il rapper e produttore Sean “Diddy” Combs, coinvolto in una serie di altri processi per crimini sessuali: finora però il motivo del ritiro non era stato comunicato.
Le dichiarazioni della donna sono state fatte nell’ambito di una causa per calunnie intentata da Jay-Z contro di lei e i suoi avvocati: si riferiscono quindi nello specifico alle accuse contro di lui, e non a quelle contro Combs. Ora Jay-Z ha rinunciato alle accuse contro di lei, ma rimane in causa con i suoi avvocati, guidati da Tony Buzbee, che ha rappresentato molte donne che nel tempo hanno accusato Combs di violenze sessuali. Secondo Jay-Z avevano presentato le accuse di stupro contro di lui per costringerlo a un accordo finanziario sotto la minaccia di un danno reputazionale.
La donna ha spiegato di aver fatto denuncia dopo aver visto un annuncio sui social in cui si cercavano persone che avessero ragione di accusare Combs di violenza sessuale, che l’aveva indotta a ricordare uno stupro subìto molti anni prima (non è chiaro se sia mai avvenuto). Aveva quindi risposto all’annuncio, aveva compilato un modulo ed era stata chiamata per fornire maggiori informazioni: aveva detto che era stata stuprata da Jay-Z e Combs quando aveva 13 anni, nel 2000. Ha detto che la sua causa contro Combs e Jay-Z era stata presentata senza informarla, e senza che gli avvocati verificassero le sue accuse in maniera indipendente, nonostante avesse rivelato loro che aveva problemi di salute mentale. Quando ha espresso dubbi sulla sua stessa versione dei fatti, l’accusa è stata ritirata.
Sia Jay-Z, il cui vero nome è Shawn Carter, sia Combs avevano fin da subito respinto le accuse. Combs nel 2025 è stato condannato a quattro anni e due mesi di prigione per reati legati allo sfruttamento della prostituzione, e contro di lui sono in corso decine di cause civili relative a reati sessuali.


