Le elezioni presidenziali in Madagascar sono state rimandate perché due candidati sono rimasti feriti mentre la polizia disperdeva le loro manifestazioni

Marc Ravalomanana, uno dei due candidati alle elezioni malgasce di novembre rimasti feriti negli scontri con la polizia, in una foto scattata dopo le elezioni del 2018, che perse (AP Photo/Themba Hadebe)
Marc Ravalomanana, uno dei due candidati alle elezioni malgasce di novembre rimasti feriti negli scontri con la polizia, in una foto scattata dopo le elezioni del 2018, che perse (AP Photo/Themba Hadebe)

Giovedì la Corte Costituzionale del Madagascar ha stabilito che il primo turno delle elezioni presidenziali, previsto per il 9 novembre, si terrà il 16 novembre. Il secondo turno invece si terrà come previsto il 20 dicembre. Le elezioni sono state rimandate in seguito a un ricorso presentato dal candidato Andry Raobelina, ferito a un occhio a causa di una granata lacrimogena lanciata dalla polizia durante una manifestazione organizzata da lui. Anche un altro candidato, l’ex presidente Marc Ravalomanana, era rimasto ferito a una gamba dal lancio di una granata lacrimogena durante una manifestazione per la sua campagna elettorale. Raobelina e Ravalomanana erano stati feriti in luoghi e momenti diversi la scorsa settimana.

Oltre al presidente uscente Andry Rajoelina, alle elezioni si sono presentati 12 candidati: 11 di loro hanno coordinato le proprie campagne elettorali, organizzando quotidianamente manifestazioni contro Rajoelina. I candidati di opposizione accusano il presidente uscente di sfruttare il suo controllo sulle istituzioni per favorire la propria rielezione, fra le altre cose indicando alla polizia di disperdere con la forza le manifestazioni dell’opposizione. L’ONU, l’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per la situazione dei diritti umani e della pace in Madagascar, e hanno detto che quindi seguiranno le elezioni con attenzione.

Rajoelina è presidente del Madagascar dal gennaio del 2019. Prese il potere per la prima volta nel marzo del 2009, dopo il colpo di Stato che costrinse alle dimissioni l’allora presidente Marc Ravalomanana, e governò il paese fino al 2014. Alle elezioni del 2018 vinse al secondo turno con il 56 per cento dei voti battendo proprio Ravalomanana, che accusò la commissione elettorale di aver facilitato la vittoria di Rajoelina.