L’Iran ha bombardato un gruppo di dissidenti curdi esiliati nel nord dell’Iraq: nove persone sono morte e almeno 32 sono state ferite

(EPA/ Gailan Haji, ANSA)
(EPA/ Gailan Haji, ANSA)

Mercoledì mattina le Guardie rivoluzionarie iraniane, una delle principali unità dell’esercito iraniano, hanno compiuto un bombardamento con droni e missili nel territorio del Kurdistan iracheno, nel nord dell’Iraq, colpendo vari obiettivi legati al Partito Democratico del Kurdistan dell’Iran (KDPI), un gruppo armato di sinistra di etnia curda, considerato illegale in Iran ed esiliato in Iraq. Il ministro della Salute del Kurdistan iracheno, Saman Barazanchi, ha fatto sapere che negli attacchi sono state uccise nove persone e ne sono state ferite 32, alcune delle quali in maniera grave.

Gli attacchi sono stati compiuti nell’area fra le città curde di Erbil e Sulaimaniya, nel nord dell’Iraq. Secondo fonti del KDPI citate da Reuters, sono state attaccate almeno dieci basi militari, ma anche uffici, abitazioni e altri edifici collegati al partito.

Secondo vari media, gli attacchi sarebbero stati compiuti come ritorsione nei confronti delle ampie proteste in corso in Iran per la morte della 22enne Mahsa Amini, mentre era sotto la custodia delle forze dell’ordine dopo essere stata arrestata dalla polizia religiosa iraniana per non aver indossato correttamente il velo. Le autorità iraniane avevano accusato i dissidenti curdi di essere coinvolti nelle grosse proteste che sono state organizzate contro la polizia religiosa e contro il regime nel Kurdistan iraniano, la zona di cui era originaria Amini. L’attacco è stato condannato sia dal ministero degli Esteri iracheno che dal governo regionale del Kurdistan iracheno.

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