(Autun Purser et al., Current Biology)

Un’inattesa gigantesca colonia di pesci in Antartide

Sono stati trovati 60 milioni di nidi nel Mare di Weddell, una scoperta che apre molte domande sugli ecosistemi antartici

(Autun Purser et al., Current Biology)

Un gruppo di ricerca ha scoperto per caso una gigantesca colonia di pesci in Antartide, che si estende sul fondale della parte meridionale del Mare di Weddell per circa 240 chilometri quadrati. Dalle osservazioni, si stima che nell’area siano presenti circa 60 milioni di nidi di cannictidi (o “pesci ghiaccio”) appartenenti alla specie Neopagetopsis ionah, in grado di vivere alle temperature molto rigide delle acque marine dell’Antartide.

Mentre stavano effettuando altre rilevazioni legate proprio alla temperatura dell’acqua nel Mare di Weddell, i ricercatori hanno notato la presenza di alcuni nidi di pesci tramite una telecamera sottomarina. Pensavano di trovarne qualche decina, come avvenuto in precedenti spedizioni, invece ne hanno osservati un’enorme quantità in un’ampia area del fondale, come spiegano in uno studio da poco pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology.

La zona in cui si trovano i nidi ha acque di circa 2 °C più calde rispetto alle aree circostanti, e questo potrebbe spiegare la presenza di così tanti cannictidi, che raggiungono la zona per riprodursi. Oltre a essere più adatta alla riproduzione, la temperatura più alta potrebbe essere sfruttata come guida da questi pesci per ritrovare il punto in cui hanno stabilito la loro colonia.

L’area del Mare di Weddell in cui sono state compiute le rilevazioni (Autun Purser et al., Current Biology)

Una quantità così grande di pesci fa ipotizzare che la zona del Mare di Weddell interessata abbia un ruolo molto importante per gli ecosistemi marini dell’Antartide. La loro presenza garantisce una importante area di caccia per le foche, che popolano parte del continente. Senza i cannictidi potrebbero esserci serie conseguenze non solo per le foche, ma anche per diversi altri animali antartici.

I nidi sono stati osservati a una profondità tra i 420 e i 535 metri, con un’alta densità di esemplari, smentendo precedenti ipotesi circa la scarsa presenza di pesci e animali nelle profondità dei mari intorno all’Antartide. La scoperta dimostra che ci sono ancora molte cose da scoprire, e non solo sulle popolazioni di pesci.

(Autun Purser et al., Current Biology)

Nei prossimi due anni, il gruppo di ricerca porterà avanti nuove osservazioni per capire quali siano ritmi e tempi della colonia, e come la sua presenza influisca sull’esistenza di altre specie. Una nuova rilevazione sarà svolta a partire da aprile e servirà per capire se questi pesci si riproducano effettivamente sempre nella medesima vasta zona del Mare di Weddell.