(Anna Moneymaker/Getty Images)

La riforma più ambiziosa di Joe Biden non ha più i voti necessari in Senato

Il senatore centrista Joe Manchin ha annunciato il suo voto contrario, dopo mesi di trattative e corteggiamenti

(Anna Moneymaker/Getty Images)

La riforma più ambiziosa avanzata in questi mesi dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden non ha più i voti necessari per essere approvata al Senato. Uno dei senatori Democratici più in dubbio nelle ultime settimane, il centrista Joe Manchin, ha ritirato ufficialmente il suo appoggio alla riforma, soprannominata dall’amministrazione Build Back Better. «Non posso votare per questa legge. Non ci riesco. Ho provato tutto quello che era umanamente possibile, ma non ce la faccio», ha detto Manchin in un’intervista televisiva a Fox News.

Quello di Manchin era l’ultimo voto che mancava ai Democratici per arrivare a 50, cioè lo stesso numero messo insieme dai Repubblicani, e ottenere così la possibilità di far votare la vicepresidente Kamala Harris. Negli Stati Uniti il vicepresidente presiede il Senato e può esprimere il voto decisivo in caso di pareggio fra maggioranza e opposizione.

Biden e i Democratici contavano di riuscire a convincere Manchin, che negli ultimi tempi era diventato il senatore in carica con maggiore influenza e potere.

La riforma Build Back Better conteneva diverse misure che Biden aveva promesso in campagna elettorale, quasi tutte di stampo progressista, fra cui un’espansione della copertura sanitaria ai più poveri, il rinnovo dei sussidi per le famiglie con figli e nuovi fondi per le case popolari. Manchin si era detto contrario alla maggior parte di queste proposte fin da subito, sostenendo che avrebbero aumentato a dismisura il debito pubblico (un argomento caratteristico di Democratici e Repubblicani centristi).

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Biden aveva provato in ogni modo a convincere Manchin, accettando di ridurre l’ambiziosità della riforma – che era passata dai 3.500 miliardi della proposta iniziale a 2.200 – e trattando personalmente con lo stesso Manchin, senza successo. La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha commentato la notizia definendo quello di Manchin «un improvviso e inspiegabile capovolgimento della sua posizione, e una violazione degli impegni presi col presidente».

Manchin ha 73 anni, è in carica dal 2010 ed è considerato il più conservatore fra i senatori Democratici. Oggi è praticamente l’unico pezzo grosso del partito a essere contrario all’interruzione di gravidanza, a favore del mantenimento degli investimenti nei combustibili fossili, contrario all’equiparazione del matrimonio gay a quello fra eterosessuali e a severe restrizioni sull’acquisto e l’uso di armi da fuoco. Molte delle sue posizioni si spiegano a partire dallo stato in cui viene sistematicamente eletto ormai da molti anni: il West Virginia, che è uno dei più poveri del paese, oltre che uno dei più omogenei dal punto di vista etnico. Ci vivono quasi solo bianchi, poco istruiti e spesso in difficoltà economica per via della progressiva chiusura delle molte miniere di carbone presenti sul territorio.

Non è chiaro se esista ancora un margine per convincere Manchin ad approvare la riforma.

Per i Democratici la mancata approvazione di Build Back Better sarebbe un grosso problema: i consensi per Biden sono in calo da mesi, e i Democratici hanno bisogno di una vittoria politica in vista delle elezioni di metà mandato previste per l’autunno del 2022. Se si votasse oggi i Democratici perderebbero il controllo della Camera, cosa che metterebbe a rischio la possibilità di proporre e far approvare riforme come la Build Back Better negli ultimi due anni di mandato di Biden.