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Come la tecnologia televisiva influenza lo sport, e viceversa

Gli Europei, che inizieranno venerdì 11 giugno, saranno trasmessi anche in 4k

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Nel 1960 gli spettatori di tutto il mondo poterono seguire per la prima volta in diretta le Olimpiadi, che quell’anno si svolgevano a Roma. Per la RAI, che aveva iniziato le sue trasmissioni soltanto poco più di sei anni prima, fu un enorme sforzo produttivo. Tale sforzo (106 ore di trasmissioni, 450 tecnici, 17 telecronisti) spinse l’azienda a una modernizzazione tecnologica che avrebbe dato slancio a tutta la sua produzione successiva. Inoltre l’interesse suscitato dallo spettacolo sportivo determinò un grande aumento degli acquisti dei televisori e un precedente storico anche fuori dal nostro Paese: come spiegano Aldo Grasso e Massimo Scaglioni nel libro Che cos’è la televisione, da allora «l’industria elettronica ha sempre fatto coincidere il lancio di innovazioni tecnologiche con eventi sportivi di rilievo internazionale».

La prima Olimpiade trasmessa a colori invece fu quella di Montreal del 1976: oltre al colore furono i giochi in cui per la prima volta furono usate innovazioni tecnologiche come la computer graphics, la moviola e le riprese da diverse angolazione (come nel caso della finale dei cento metri che fu visibile da tre diversi punti di vista). Proprio nella seconda metà degli anni Settanta la diffusione delle trasmissione via satellite e della mondovisione fece crescere di molto il numero di ore di sport nei palinsesti televisivi. In Italia, più recentemente, negli anni Novanta, con l’introduzione della tecnologia digitale e la nascita delle prime pay tv e dell’on demand lo spettatore ha avuto la possibilità di crearsi un proprio “palinsesto personale” e scegliere il punto di vista da cui guardare un evento, acquisendo quindi un ruolo interattivo, di regia dell’evento.

La televisione non ha soltanto permesso a milioni di persone di poter assistere a eventi sportivi che avevano luogo anche a grandissima distanza, ma ha anche utilizzato, e stimolato lo sviluppo, di innovazioni tecnologiche che garantivano una maggiore qualità delle trasmissioni. Ma non solo. La tv, e la sua tecnologia, hanno anche, in qualche modo, modificato in parte gli stessi sport rendendoli più “televisivi”. Come spiegano ancora Grasso e Scaglioni, l’introduzione del pallone di colore chiaro nel calcio, per garantirne una maggiore visibilità, è un esempio di questa evoluzione televisiva degli sport.

Venerdì 11 giugno si è giocata allo Stadio Olimpico di Roma la partita inaugurale degli Europei di calcio, Italia-Turchia. La partita ha rappresentato il ritorno di un grande evento sportivo internazionale in Italia: Roma è una delle undici città che ospitano questa sedicesima edizione “itinerante” del torneo, previsto inizialmente per l’estate 2020 e rinviato di 12 mesi dalla UEFA per permettere ai club di completare le coppe europee e i campionati nazionali della stagione 2019-2020, sospesi per la pandemia da coronavirus in Europa. E a proposito di sport e tecnologia, questi Europei possono essere visti in tv con la tecnologia 4K, conosciuta anche come “Ultra HD”.

Il 4K permette una risoluzione circa quattro volte superiore rispetto allo standard ad alta definizione (Full HD – 1080p), generando quindi un’immagine più pulita e dettagliata. Con 4K viene indicata, per approssimazione, la risoluzione orizzontale degli schermi di questo tipo, pari quindi a circa 4mila pixel (la “k” sta per “kilo”, quindi appunto mille). Non è un’indicazione così immediata e può creare un po’ di confusione, perché i formati precedenti utilizzavano la verticale per indicare la risoluzione: il 1080p del Full HD, per esempio, è riferito al numero di pixel sull’altezza dello schermo. Fatte le dovute proporzioni, quindi, il 4K ha una risoluzione verticale pari a 2160p.

(Wikimedia)

27 delle 51 partite degli Europei, tra cui tutte quelle dell’Italia e quelle delle fasi finali, sono visibili gratuitamente  in 4K su Rai 4K, canale delle tv pubblica che si può vedere solo su tivùsat, la piattaforma satellitare che trasmette più di 180 canali tra cui quelli di Rai, Mediaset, del gruppo Vaicom, di Discovery e molti altri. Di questi 180 canali 60 sono in HD e 6 in 4K , mentre sul digitale terrestre sono solo 9 i canali in alta definizione e nessuno in Ultra HD.

Per vedere Rai 4K (al canale 210 di tivùsat) bisogna possedere una parabola satellitare e orientarla su Eutelsat Hotbird 13° Est, ed avere un televisore 4K Ultra HD. Inoltre è necessario possedere o un decoder esterno tivùsat 4K ULTRA HD o una smart TV con modulo CAM e relativa smartcard capace di supportare i canali in Ultra HD. Decoder e CAM sono acquistabili nei negozi di elettronica, anche online, oppure è possibile acquistare il pacchetto “Installa Facile”, con parabola e decoder o CAM. Una volta attivata la smartcard tivùsat, che è sempre inclusa nella confezione del decoder o della CAM, non ci sono altri costi aggiuntivi, nessun abbonamento mensile o annuale.

Tivùsat è stata fondata nel 2009 ed è gestita da Tivù s.r.l, una società partecipata da Rai, Mediaset, Telecom Italia, Associazione TV locali e Aeranti Corallo. L’idea di trasmettere i canali tradizionali attraverso il satellite è nata per fornire un servizio anche a chiunque abbia problemi di ricezione, in tutto o in parte, del segnale terrestre. La trasmissione satellitare infatti è in grado di raggiungere tutte le aree del territorio, anche quelle di difficile copertura per ragioni di conformazione geografica.

Dal primo settembre 2021 verranno inoltre introdotti dei cambiamenti alle trasmissioni che riguarderanno il segnale del digitale terrestre. Si passerà dall’attuale trasmissione attraverso il sistema DVB-T1 (Digital Video Broadcasting-Terrestrial 1) a uno di generazione successiva e di qualità migliore, chiamato DVB-T2, che però potrebbe non essere compatibile con le tv precedenti al 2017: molte persone per continuare a vedere i programmi sul digitale terrestre saranno costrette quindi a cambiare il loro televisore o a installare un apposito decoder. Un’altra soluzione è passare a tivùsat.

Oltre ai canali Rai, tutti i canali free del gruppo Discovery (da Dmax a Real Time, da Giallo a Motor Trend), i canali Cielo e Tv8 del gruppo SKY e gran parte dei canali Mediaset, con tivùsat è possibile vedere anche le più importanti emittenti internazionali, sia di all news che generaliste come BBC, CNBC, France24, Euronews trasmesso in otto lingue, compreso russo e arabo, ma anche Al Jazeera e Al Jazeera English.