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  • giovedì 29 Aprile 2021

La Corte costituzionale dell’Ecuador ha depenalizzato l’aborto in caso di stupro

La Corte costituzionale dell’Ecuador ha depenalizzato l’aborto in caso di stupro, modificando così l’articolo 150 del codice penale. La decisione è stata presa con 7 voti a favore e 2 contro ed è un primo passo molto importante per un paese dove le persone di religione cattolica sono l’80 per cento della popolazione e dove una donna rischia fino a tre anni di carcere per aver interrotto una gravidanza.

Prima della sentenza della Corte, in Ecuador l’aborto era consentito solo se la vita della donna era in pericolo e se la gravidanza era il risultato di uno stupro avvenuto contro una donna con disabilità mentale. Nel 2019, il Parlamento aveva votato contro la depenalizzazione dell’aborto in caso di stupro o malformazione del feto.

Il difensore civico Freddy Carrion ha detto che «da oggi, nessuna donna stuprata sarà più criminalizzata», e su Twitter ha spiegato che la sentenza «è stata possibile grazie alle donne e ai collettivi femministi che hanno costantemente combattuto per una società più equa ed egualitaria».

I movimenti femministi hanno accolto in modo positivo la sentenza definendola «un progresso necessario, ma incompleto», e hanno fatto sapere che continueranno a impegnarsi per ottenere la completa depenalizzazione dell’interruzione di gravidanza.

– Leggi anche: Che cosa si muove sull’aborto, in America Latina

A commento della sentenza, il presidente dell’Ecuador, Guillermo Lasso, cattolico e antiabortista, ha pubblicato un comunicato in cui ha detto che, pur essendo cattolico, lui e il suo governo rispetteranno la decisione della Corte secondo i «principi della laicità dello Stato e della separazione dei poteri».

Nel frattempo, attivisti e movimenti antiabortisti hanno manifestato contro la decisione della Corte e la Conferenza episcopale ecuadoriana (CEE) ha inviato una lettera a Hernán Salgado, presidente della Corte costituzionale, esprimendo la sua preoccupazione.

Donne in lotta contro la decisione dell'Assemblea Nazionale di non depenalizzare l'aborto, Quito, Ecuador, 17 settembre 2019 (AP Photo/Dolores Ochoa)