(Michael Regan/Getty Images)

Pep Guardiola contro la Super League

L'allenatore del Manchester City ha detto che una competizione in cui «non importa se vinci o se perdi» non può essere considerata "sportiva"

(Michael Regan/Getty Images)

L’allenatore del Manchester City Pep Guardiola, uno dei più vincenti e rispettati del calcio contemporaneo, ha criticato duramente il progetto della Super League, il nuovo campionato europeo proposto da 12 squadre tra le più ricche al mondo, fra cui anche il City.

Guardiola, noto tra le altre cose per esprimere molto apertamente le sue opinioni anche su temi politici o sociali, durante una conferenza stampa tenuta martedì pomeriggio prima della partita di Premier League contro l’Aston Villa ha detto che sebbene non abbia «tutte le informazioni a disposizione» ritiene che la Super League non si possa definire una competizione “sportiva”. Il riferimento è al fatto che nel progetto la partecipazione alla lega è garantita ai 15 club fondatori, mentre a giocarsi l’accesso sul campo sarebbero soltanto cinque squadre scelte sulla base dei risultati nei campionati nazionali.

«Non esiste lo sport senza un legame fra lo sforzo e una ricompensa. Non esiste lo sport se il successo è garantito, se non importa se vinci o perdi»

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L’opinione di Guardiola è condivisa da moltissimi altri addetti ai lavori, tifosi, calciatori e giornalisti. Per certi versi ricorda un commento dell’ex terzino inglese Gary Neville, che lunedì aveva criticato la sua ex squadra, il Manchester United, per avere aderito alla Super League. Neville, come molti altri, ritiene che una competizione alla quale i club più ricchi partecipano per diritto vada contro i principi su cui si è fondato il calcio per oltre un secolo.