(Festival del Classico)

Si può parlare di classici anche online

È quello che farà il Festival del Classico da domenica 29 novembre insieme a ospiti come Martha Nussbaum, Abraham B. Yehoshua, Eva Cantarella e Andrea Marcolongo

(Festival del Classico)

Nel 430 avanti Cristo la città di Atene fu colpita da un’epidemia di peste che ebbe una “seconda ondata” un anno dopo, e tornò una terza volta due anni dopo ancora. Secondo le ricostruzioni storiche, in quegli anni morì circa metà della popolazione ateniese. Tra le vittime della malattia ci fu anche Pericle, che era il capo politico e militare della città. Quelli erano anche gli anni della Guerra del Peloponneso tra Sparta e Atene e molti interpretarono i disastrosi effetti della peste come la dimostrazione che gli dei preferivano Sparta. Tucidide, uno dei più famosi storici dell’antichità, che visse e raccontò quel periodo, rifiutò queste superstizioni e sostenne da subito che per capire e fermare l’epidemia bisognava osservare la realtà, adottare cioè quello che oggi definiremmo un approccio scientifico.

Della peste di Atene, del “primo virologo” Tucidide e di cosa possiamo imparare da questa vicenda così lontana, parlerà approfonditamente domenica 29 novembre alle 21 Eva Cantarella, una dei più noti e riconosciuti esperti di antichità in Italia, in occasione della prima giornata del Festival del Classico, che andrà avanti fino a venerdì 4 dicembre (e in realtà inizierà già venerdì 27 con alcune anteprime). Quest’anno, per la sua terza edizione, il festival organizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori di Torino si svolgerà in versione “Reloaded”, cioè interamente online e accessibile a chiunque, con ospiti internazionali – tra cui ad esempio lo scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua – connessi da tutto il mondo.

Di Tucidide parlerà, in modo diverso, anche Luciano Canfora, filologo, storico e presidente onorario del Festival del Classico, domenica, alle 10 del mattino, nell’incontro Storia della guerra e storia della pace: la lezione tucididea. Il tema generale del festival sarà infatti “Homo sive Natura“, cioè la contrapposizione tra natura e civiltà, in particolare attraverso i temi della guerra, della pace e della malattia. L’evento sarà introdotto dal curatore della rassegna, Ugo Cardinale.

Malattie e pestilenze
Sempre a proposito della pandemia e del periodo storico che stiamo attraversando, domenica 29 alle 16 le tre filosofe italiane Simona Forti, Michela Marzano e Giorgia Serughetti parleranno di come la minaccia del contagio e le restrizioni imposte dai governi abbiano cambiato i rapporti tra le persone, del concetto di comunità e dell’incontro tra generazioni in un momento di crisi. E ancora, venerdì 4 dicembre alle 16.30, Silvia Bencivelli, divulgatrice scientifica, e Giorgio Ficara, critico letterario, discuteranno della metafisica della peste, cioè di tutti i meccanismi mentali che la pandemia scatena: le paure, le credenze religiose, le domande sulla vita e sulla morte.

Politica, guerra e pace
Ma pesti e pandemie non sono gli unici temi degli antichi di cui vale ancora la pena parlare oggi: i classici, in generale, si chiamano così perché non invecchiano mai e, anzi, insegnano sempre cose nuove. La lettura dei testi dei filosofi antichi può essere anche un ottimo spunto per parlare di temi che gli antichi non sapevano neanche cosa fossero, e di cui anche oggi si parla molto ma si capisce ben poco. È il caso dell’intervento di Melissa Lane, docente di scienze politiche alla Princeton University, che domenica alle 11.30 parlerà di come le idee politiche di Socrate e Platone possano cambiare il nostro approccio al tema del cambiamento climatico.

Sempre domenica, alle 11.30, Martha Nussbaum, docente di filosofia del diritto all’Università di Chicago e autrice del saggio La monarchia della paura, parlerà di come le paure si diffondono nelle comunità, e di come possano essere facilmente sfruttate da chi ricopre ruoli di potere: un tema molto attuale per chi ha seguito con interesse alcuni degli eventi più determinanti nella politica internazionale degli ultimi anni, come la Brexit e l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti quattro anni fa.

Chi non vuole aspettare domenica, può connettersi già venerdì 27 alle 18.30 per la serata di apertura del festival, e seguire la lectio magistralis di Abraham B. Yehoshua, autore di romanzi di grande successo come L’amante (1977), Viaggio alla fine del millennio (1997) e Il responsabile delle risorse umane (2010), con l’introduzione di Elena Loewenthal, direttrice della Fondazione Circolo dei lettori. Nei suoi libri Yehoshua si è sempre interrogato sui concetti di identità e appartenenza, e sui pregiudizi e l’intolleranza tra popoli e culture diverse. Nella sua lezione parlerà dei miti e di come questi influiscano sulla costruzione dell’identità di un popolo in un contesto come quello europeo e poi in quello statunitense, molto diverso.

Donne e uomini della mitologia
Di antichi miti si continuerà a parlare per tutta la rassegna. Sabato 28 novembre alle 15.30, lo scrittore statunitense Daniel Mendelsohn, studioso di lettere classiche e docente di letteratura al Bard College di New York, parlerà del rapporto tra genitori e figli a partire dal suo ultimo libro su Ulisse e su suo padre – Un’Odissea. Un padre, un figlio e un’epopea. Martedì alle 18, il grecista Giulio Guidorizzi parlerà della figura di Enea, lo straniero che fugge da Troia e diventa fondatore di un impero. Mercoledì alle 18, il filologo Federico Condello parlerà di Edipo e della sua storia come cronaca esemplare della caduta di un leader. Sempre mercoledì, alle 21, ci sarà Massimo Cacciari, che parlerà dell’Iliade nella rilettura della filosofa francese Simone Weil.

Per gli appassionati di eroi, sabato sera dalle 22.30 a mezzanotte e mezza, in attesa dell’inizio ufficiale del festival, l’attore Neri Marcorè insieme allo scrittore Matteo Nucci, alle scrittrici Chiara Valerio e Melania Mazzucco e al cantautore Roberto Vecchioni, parleranno di altre figure intramontabili: Achille, Ulisse, Lisistrata, Elena, Andromaca e Adriano. Durante la serata interverrà anche la scrittrice Andrea Marcolongo, autrice del bestseller La lingua geniale, che parlerà di Enea, l’eroe forse più trascurato dell’epica, ma non per questo meno interessante: gli ha dedicato il suo ultimo libro.

Delle grandi figure femminili della mitologia greca invece parlerà l’americana Mary Norris, scrittrice e redattrice del New Yorker nota come Comma Queen, cioè “regina della virgola”: parte del suo lavoro consiste nel rivedere gli articoli della rivista e controllare che rispettino l’ortografia. Il suo intervento, intitolato “Greek to me” – cioè “È greco per me” – come il suo ultimo libro, sarà venerdì 4 alle 21: racconterà come la figura mitologica di Atena, la dea nata dalla testa di Zeus, possa essere interpretata come la prima delle femministe occidentali. Anche giovedì, alle 21, si parlerà di donne del mito e in particolare di Elena, Ecuba (la madre di Ettore e Paride) e delle donne troiane, con un reading di Chiara Francini a cura di Olimpia Imperio, che metterà insieme i testi delle tragedie antiche con alcuni brani della scrittrice premio Nobel Svetlana Aleksijevič.

Per gli interessati
Tutti gli incontri si potranno seguire sul sito festivaldelclassico.it, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della Fondazione Circolo dei lettori. Il calendario degli eventi è già online e la partecipazione è accessibile a tutti e gratuita, ma chi vuole può contribuire con una donazione libera direttamente dal sito.