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  • mercoledì 4 Novembre 2020

Gli ex proprietari del Palermo Salvatore e Walter Tuttolomondo sono stati arrestati con l’accusa di bancarotta

Gli imprenditori Salvatore e Walter Tuttolomondo, ex proprietari della squadra di calcio del Palermo, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza con le accuse di bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di imposte con crediti inesistenti, autoriciclaggio, falso e ostacolo alle funzioni della Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio.

L’inchiesta della procura di Palermo era iniziata dopo la cessione, nel 2019, delle quote della società US Città di Palermo dell’ex proprietario Maurizio Zamparini a soli 10 euro alla SPORTING NETWORK s.r.l., società ricollegabile ai fratelli Tuttolomondo. Partendo da questa anomalia, attraverso intercettazioni telefoniche e documenti sequestrati, la procura ha ipotizzato che i fratelli Tuttolomondo, grazie alla collaborazione di professionisti e prestanome, avrebbero pagato debiti con il fisco utilizzando come compensazione crediti fiscali inesistenti, per un totale di 1,4 milioni di euro.

Inoltre Salvatore e Walter Tuttolomondo avrebbero fornito informazioni false alla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio sugli stipendi dei calciatori e sul versamento delle tasse da parte della società. I Tuttolomondo avrebbero versato più di 200mila euro a favore di professionisti senza l’autorizzazione del Tribunale, mentre la società calcistica era sottoposta a una richiesta di concordato preventivo da parte dei creditori. Il concordato preventivo è una procedura, regolata da un tribunale, che permette a un’azienda molto indebitata di continuare le proprie attività. Per un determinato periodo di tempo, i creditori non possono presentare ingiunzioni di pagamento o chiedere che la società fallisca, ma hanno la priorità sul recupero del credito.

I Tuttolomondo nello stesso periodo avrebbero anche spostato 341.600 euro dal conto corrente del Palermo calcio a quello di una loro società in realtà non operativa, motivando l’operazione come il compenso per un incarico di consulenza, che la procura considera fittizio. A giugno del 2019 la società US Città di Palermo non ottenne l’autorizzazione a iscriversi al campionato di serie B non avendo pagato entro i termini previsti né le tasse dovute, né gli stipendi di calciatori e dipendenti.

(Guardia di Finanza)