(© Muzamil Mattoo/IMAGESLIVE via ZUMA Wire / ANSA)
  • Moda
  • sabato 6 Giugno 2020

Perché i panni stesi al sole hanno quel profumo

È dovuto alla formazione di alcune molecole, le stesse che si trovano nel cardamomo, nella vaniglia e nella cannella

(© Muzamil Mattoo/IMAGESLIVE via ZUMA Wire / ANSA)

Il caratteristico odore di pulito dei panni stesi al sole dipende dalla formazione, durante l’asciugatura, di molecole profumate che si trovano anche in piante e fiori. La scoperta è il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista di chimica Environmental Chemistry e condotto dalla ricercatrice italiana Silvia Pugliese durante un master all’Università di Copenaghen.

L’esperimento, racconta il New York Times, è stato svolto in un ufficio vuoto e su un balcone al quinto piano della facoltà di chimica, servendosi di acqua ultra pura (quella usata negli esperimenti) e di asciugamani di cotone di IKEA. Ogni asciugamano è stato lavato per tre volte e poi steso ad asciugare nell’ufficio, sul balcone sotto una protezione di plastica o esposto direttamente al sole. Una volta asciutto, è stato chiuso in una borsa per 15 ore.

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I ricercatori hanno poi esaminato i composti chimici rilasciati dall’asciugamano e li hanno confrontati con quelli prodotti da un asciugamano non lavato, con quelli rilevati nella busta vuota e con quelli dell’aria in cui i panni venivano stesi. In questo modo hanno individuato le sostanze e i composti chimici presenti solo negli asciugamani stesi al sole.

I ricercatori hanno scoperto che soltanto i panni stesi al sole producono aldeidi e chetoni, composti organici associati a profumi floreali e fruttati. Le aldeidi possono avere un odore pungente (come quello della formaldeide, un disinfettante), ma ricordano anche quello della vaniglia, della cannella, del latte di mandorle e di molti profumi che solitamente definiamo floreali: un gruppo, aldeidi alifatiche, è usato dal Novecento nei profumi, tra cui in Chanel N°5. Il più noto dei chetoni è l’acetone ma molti sono profumati e danno l’aroma floreale e fruttato per esempio di alcuni tipi di birra. Dopo essere stati asciugati al sole, i panni producevano per esempio pentanale, un aldeide che si trova nel cardamomo, ottanale, dall’aroma agrumato, e nonanale, che profuma di rose.

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Il processo che porta alla formazione di aldeidi e chetoni non è ancora chiaro, ma secondo Pugliese potrebbe avere a che fare con l’esposizione all’ozono, un gas atmosferico in grado di trasformare alcuni composti chimici comuni in aldeidi e chetoni.

Pugliese pensa che c’entri anche il sole: quando vengono esposte ai raggi ultravioletti, alcune molecole si eccitano e formano altre molecole chiamate radicali liberi, che sono molto reattive e si legano a quelle vicine, un processo che favorisce la formazione di aldeidi e chetoni. È possibile che l’acqua su un asciugamano bagnato raccolga molti radicali e che poi funzioni come una lente di ingrandimento, concentrando i raggi solari e velocizzando queste reazioni. Infine il profumo dei panni asciugati al sole durerebbe così a lungo, secondo Pugliese, perché le aldeidi si legano con il cotone.

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