Perché d’estate ci vestiamo di lino

E come si ottiene questo tessuto di origine vegetale che usavano anche gli egizi, e a cui Uniqlo in questi giorni ha dedicato una promozione

In vista dell’estate Uniqlo, l’azienda di abbigliamento giapponese da settembre anche in Italia, ha annunciato una campagna di sconti (sia per donna che per uomo) che durerà fino al 7 giugno e una nuova collezione, entrambe con una grande scelta di vestiti di lino. Oltre a essere resistente e comodo da indossare, il lino tiene fresco, è difficile da sporcare e ha un aspetto sobrio, che lo rende adatto a varie situazioni, dalla spiaggia a una serata elegante: per questo è usatissimo quando fa caldo, da millenni.

Cos’è il lino
Il lino, come il cotone, è un tessuto di origine vegetale. La pianta da cui si ottiene, il Linum usitatissimum, è un’erba con grandi fiori blu ed è una delle prime piante a essere state addomesticate e coltivate. Le più antiche fibre di lino tinte sono state scoperte in una caverna della Georgia e si pensa abbiano 36mila anni. Nell’antica Mesopotamia e nell’antico Egitto il lino veniva raccolto, filato e ampiamente usato: era un tessuto riservato alle classi più ricche. Gli egizi lo usavano anche per mummificare i cadaveri prima della sepoltura: nel 1881, nella tomba del faraone Ramses II, furono trovate bende di lino ancora in ottimo stato dopo più di 3mila anni.

Piante di lino (Wikimedia Commons)

Il costo elevato del lino rispetto al cotone è dovuto al fatto che sia il raccolto che la lavorazione del filato richiedono procedimenti particolarmente delicati. Bisogna raccogliere fusti lunghi e non spezzarli: al momento del raccolto quindi si deve tagliare la pianta molto vicina alla radice o, meglio ancora, sradicarla totalmente. Il lino non è per niente elastico e il rischio che si spezzi nella lavorazione è alto: i fili più corti vengono comunque utilizzati, ma danno origine a un tessuto più grossolano.

Una volta raccolte, le piante vengono messe a essiccare, private dei semi e fatte macerare con un processo di fermentazione che serve a sciogliere le sostanze che tengono unite le fibre. Poi le fibre più lunghe sono separate da quelle più corte ed entrambe vengono filate in un modo che ricorda la pettinatura di lunghe ciocche di capelli.

(Uniqlo)

Nel Medioevo la parola inglese linens (derivata da linen, lino) divenne un sinonimo di “biancheria della casa” perché il lino era usato per la biancheria intima e per le lenzuola, le tovaglie, le tende, gli strofinacci e gli asciugamani nelle abitazioni. Anche la parola francese lingerie, che significa “biancheria intima”, originariamente voleva dire “indumenti in lino”: come l’inglese linen, deriva dal latino linea, per via dei lunghi fili di cui è fatto il tessuto.

Alla fine del Settecento, il lino cominciò a essere in parte sostituito dal cotone, molto più facile da raccogliere e tessere e quindi più economico, ma continuò a essere molto usato in ambito domestico. Negli ultimi decenni è tornato ad avere costi accessibili e a essere utilizzato nell’abbigliamento, dopo che per lungo tempo era stato impiegato quasi esclusivamente per la biancheria domestica. Negli anni Settanta gli abiti estivi in lino da uomo ispirati all’immaginario vintage degli anni Venti cominciarono a diffondersi e a trovarsi sempre più spesso anche nei negozi meno esclusivi. Più di recente molti marchi di alta moda hanno inserito il lino nelle loro collezioni estive e primaverili.

I vantaggi del lino
Oggi la produzione del lino è considerata tra le più sostenibili nell’industria tessile perché ha un impatto ambientale ridotto e perché ogni parte della pianta viene utilizzata per qualcosa: tutto ciò che non è una fibra, come i semi, la paglia o gli steli di qualità inferiore, è trasformato in sapone, olio alimentare, carta e mangimi per il bestiame.

Il lino ha poi molti vantaggi per chi lo indossa: è resistente allo sporco e alle macchie (anche se molto assorbente), non fa lanugine e più viene lavato e più diventa morbido. È resistente, si asciuga più velocemente del cotone ed è un ottimo regolatore di temperatura, motivo per cui è considerato un buon tessuto per l’abbigliamento estivo. Gli abiti di lino infatti sono piuttosto rigidi, quindi non aderiscono alla pelle quando li si indossa, e sono molto traspiranti, cioè fanno passare facilmente l’aria: due cose che contribuiscono a dare una sensazione di freschezza a chi li indossa. In più, essendo molto assorbente, il tessuto asciuga il sudore della pelle e poi si asciuga a sua volta velocemente, riducendo la percezione dell’umidità.

(Uniqlo)

Essendo un tessuto poco elastico, alla lunga i capi di lino rischiano di rovinarsi nei punti dove vengono piegati spesso, per esempio vicino al colletto o ai polsi delle camicie. In generale il lino si stropiccia molto facilmente e per questo il consiglio dei produttori è di non centrifugarlo in lavatrice e lasciarlo asciugare all’aria direttamente dopo il lavaggio. Può essere lavato sia a secco che in lavatrice, e poi va stirato con un ferro molto caldo per eliminare il più possibile le pieghe. Potrebbe restringersi, ma solitamente avviene dopo il primo lavaggio e poi basta. Per molte persone comunque l’aspetto spesso spiegazzato delle camicie di lino è parte del loro fascino.

Il lino di Uniqlo
Il lino è usato spesso da Uniqlo nelle collezioni primaverili ed estive perché le sue proprietà si combinano bene con le linee minimaliste e con l’attenzione alla qualità dei materiali che sono alla base dell’approccio creativo del marchio giapponese. Uniqlo infatti lavora moltissimo per cercare tessuti con filiere di produzione etiche e sostenibili, che durino nel tempo e che una volta consumati possano rientrare in circolo attraverso un processo di recupero e riciclo. Al tempo stesso si fa apprezzare per il suo stile riconoscibile che non rincorre le mode, ma si distingue per l’essenzialità e la funzionalità dei suoi capi, oltre che per i prezzi accessibili.

Tutti questi aspetti sono ben rappresentati dalla collezione estiva di lino. Oltre a capi in 100 per cento lino, comprende anche abiti in lino misto rayon, una fibra ottenuta dalla cellulosa che riduce le pieghe tipiche degli abiti di lino, o misto cotone, per chi preferisce indossare tessuti meno rigidi.

Uniqlo ha più di 2mila negozi in tutto il mondo. A settembre ha aperto il suo primo negozio italiano, a Milano, ma ha un sito di e-commerce che consegna in tutte le regioni.

Ora Consumismi ha una sua newsletter, gratis