Una canzone delle Au revoir Simone

Una canzone da mattina pigra, che entra un raggio di sole e vi girate dall'altra parte

(Michael Loccisano/Getty Images for HBO)
(Michael Loccisano/Getty Images for HBO)

Le Canzoni è la newsletter quotidiana che ricevono gli abbonati del Post, scritta e confezionata da Luca Sofri (peraltro direttore del Post): e che parla, imprevedibilmente, di canzoni. Una per ogni sera.
La prima newsletter, inviata il 15 ottobre scorso, è online per tutti qui: e qui ce ne sono alcune altre accessibili a tutti. Per ricevere le successive gli abbonati devono indicarlo nella propria pagina accountQui c’è scritto cosa ne pensa chi la riceve: invece qui sotto, online sul Post per gli abbonati, c’è ogni giorno la parte centrale della newsletter, quella – dicevamo – sulla canzone.

The lucky one
È una canzone mattutina, più che notturna: non per quelle mattine che salti giù dal letto e ti serve qualcosa in sintonia con il darsi rapidamente da fare e combinare cose, ma di una mattina che apri gli occhi, li richiudi, te li stropicci un po’ e torni a rotolarti beato nella lentezza di un risveglio a cui niente corre dietro. Magari ti riaddormenti pure.

Loro con questo nome francofilo – Au revoir Simone: viene da quello strambo film di Tim Burton con Pee-Wee Herman – sono di Williamsburg, il quartiere di New York famoso nel mondo soprattutto per la fotogenica comunità ebrea ortodossa, ma che comprende anche comunità più “normali”, e ha concorso al successo hipster di Brooklyn negli ultimi due decenni. Sono tre, donne, fecero il loro primo disco nel 2005: fanno quella musica che chiamano synth-pop, ovvero pop melodico con arrangiamenti ricchi e molti sintetizzatori, pianole elettriche, cose così: ma hanno pubblicato poco insieme negli ultimi anni. Molti le hanno viste suonare nell’ultimo Twin Peaks: David Lynch ha un debole per loro.

The lucky one apriva il loro secondo disco, nel 2007. Parla di speranze ridimensionate, e forse di una storia d’amore tornata al suo posto, e comunque domani è un altro giorno.
A dream of togetherness
Turned into a brighter mess
A faint sign my spoken best
Now, now

Ma soprattutto ha questo andamento sognante e confortevole, che unisce le due parti della canzone: le tre strofe prima e poi il ritornello ripetuto a oltranza che è quello che vi resta in testa e continuate a canticchiarlo per tutta la pigra giornata. Quando alla fine vi siete alzati.
So let the sunshine
So let the sunshine
So let the sunshine let it come
To show us that tomorrow is eventual
We know it when the day is done

The lucky one su Spotify
The lucky one su Apple Music
The lucky one su YouTube

(per ricevere la newsletter Le Canzoni completa delle altre cose su canzoni e musica, basta che lo indichi nella tua pagina abbonato nel menu newsletter)