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  • martedì 7 Aprile 2020

All’ex presidente del Ciad Hissène Habré sono stati dati 60 giorni di libertà vigilata per via del coronavirus

Un giudice del Senegal ha concesso due mesi di libertà vigilata a Hissène Habré, presidente del Ciad dal 1982 al 1990 che nel 2016 era stato condannato per crimini di guerra e crimini contro l’umanità da un tribunale dell’Unione Africana. L’avvocato di Habré aveva chiesto 60 giorni di libertà vigilata per il suo assistito perché per via della sua età – ha 77 anni – è «particolarmente vulnerabile» ai rischi legati al coronavirus (SARS-CoV-2). Il giudice che ha concesso la liberazione temporanea dell’ex presidente lo ha fatto perché il carcere di Dakar dove Habré sta scontando la sua pena è stato scelto dalle autorità senegalesi per ospitare le persone arrestate in questo periodo, in isolamento, per evitare la diffusione della COVID-19 nella prigione.

Al momento in Senegal ci sono 226 casi di contagio da coronavirus confermati e due morti legate al virus. Habré dovrà passare i due mesi di libertà vigilata nella sua casa di Ouakam, un quartiere di Dakar, e dovrà tornare in carcere alla fine di questo periodo.

Durante la presidenza di Habré furono commessi più di 40mila omicidi politici, documentati da una commissione istituita dopo la sua fuga in Senegal. Migliaia di persone morirono dopo essere state torturate e a causa delle condizioni disumane delle carceri: di queste, solo 4mila sono state identificate.

L'ex presidente del Ciad Hissène Habré nel 1975 (Raymond Depardon/Evening Standard/Getty Images)