Il Movimento 5 Stelle ha espulso i parlamentari Alfonso Ciampolillo e Flora Frate

Il Movimento 5 Stelle ha annunciato l’espulsione di due parlamentari, Alfonso Ciampolillo e Flora Frate, in ritardo con la restituzione di una parte delle indennità percepite (il regolamento del movimento prevede che ogni parlamentare restituisca un minimo di 2mila euro al mese da investire in progetti e donazioni, oltre a 300 euro da destinare invece allo sviluppo della piattaforma Rousseau). Il Movimento ha scritto di aver espulso anche Nadia Aprile, Michele Nitti, Massimiliano De Toma e Santi Cappellani, che però avevano annunciato già da alcuni giorni di aver lasciato il M5s per protesta. I parlamentari sono stati espulsi in seguito a una decisione del comitato disciplinare interno del Movimento (i cosiddetti “probiviri”). In tutto i parlamentati al centro delle indagini dei “probiviri” erano 30.

La deputata Flora Frate ha commentato l’espulsione su Facebook, scrivendo che tra le motivazioni della decisione dei “probiviri” ci sarebbero anche le sue assenze in Parlamento. «Trovo disgustoso che, tra le motivazioni a sostegno del provvedimento di espulsione, si annoverino mie presunte assenze. E non solo per una specifica condizione di diritto che mi consente di fruirne, ma, ancor di più, per la totale mancanza di rispetto del nostro lavoro», ha scritto Frate. «Un parlamentare non è un dipendente del partito, ma rappresenta la Nazione intera. Il nostro dovere è quello di non perdere il contatto coi territori, non abbandonare la gente, irrobustire il confronto e sperimentare ostinatamente la ricerca della sintesi. Qualcuno, invece, ritiene che si debba starsene rintanati negli uffici romani. E gli effetti si vedono».

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