Una canzone di Elvis Presley

Una canzone con molti morti importanti intorno, ma di grandi speranze

Le Canzoni è la newsletter quotidiana che ricevono gli abbonati del Post, scritta e confezionata da Luca Sofri (peraltro direttore del Post): e che parla, imprevedibilmente, di canzoni. Una per ogni sera.
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Per celebrare l’arrivo alla centesima canzone, e per mettere della bellezza nelle serate domestiche e difficili di tutti in questo periodo, questa e altre 19 canzoni sono accessibili a tutti (12 marzo 2020).

If I can dream
Dicevamo ieri di Elvis. Due estati fa sono stato con Emilia a Memphis: è stata una vacanza musicalmente unica, ci siamo trovati davanti alla casa natale di Aretha Franklin nei giorni in cui era morta, e abbiamo partecipato alla straordinaria funzione di Al Green, per non dire di Nashville e di tutto il resto. E siamo andati a Graceland, il grande e circense museo che hanno costruito intorno alla casa di Elvis. Qui da noi Elvis è sempre stata una cosa un po’ strana, un grande successo in un breve periodo degli anni Sessanta, poi consegnato al kitsch americano e se chiedete in giro tutti sanno chi è Elvis ma di sue canzoni ve ne diranno poche o nessuna. Io stesso ho indagato tardi le sue cose, e trovato la grandezza: una grandezza.
Quindi siamo stati a Graceland, irregimentati in un percorso di visita con le cuffie nelle orecchie: e quando siamo arrivati alla fine, dopo il ranch dei cavalli (ma prima dei jet privati) ci siamo trovati di fronte alle tombe della famiglia, con la sua al centro. E nelle cuffie è partita If I can dream, scelta dal compilatore della colonna sonora della visita per ragioni che col senno di poi appaiono ovvie. Intanto c’è quella tromba di funebre serenità iniziale, il modo più esatto di introdurre i visitatori a una tomba, poi è una canzone scritta dopo gli attentati a Martin Luther King e Robert Kennedy (e cita il famoso dream), di addolorata speranza ma pure speranza incazzata, che dice che le cose da qualche parte devono migliorare a un certo punto, diavolo.
La scrisse Walter Brown e fu scelta per chiudere uno speciale televisivo dedicato a Elvis: la letteratura biografica è ricchissima della sua importanza in quel momento di svolta “impegnata”. Ma a parte questo, lui la canta che è una meraviglia, mettendoci tutti i toni e i modi che sa (prendete anche solo “deep in my heart, there’s a trembling… question”), mentre intorno sale una cosa da conquista del mondo da parte dei buoni.
Bella, bravo.

There must be lights burning brighter somewhere
Got to be birds flying higher in a sky more blue
If I can dream of a better land
Where all my brothers walk hand in hand
Tell me why, oh why, oh why can’t my dream come true, oh why

If I can dream su Spotify
If I can dream su Apple Music
If I can dream su YouTube (ma anche qui, se ci prendete gusto) (e qui, se volete un inizio diverso)