Due bisonti europei vicino a Bad Berleburg, in Germania. (Thomas Lohnes/Getty Images)

Il più grande animale selvatico terrestre in Europa

Il bisonte europeo fu sterminato un secolo fa, ne rimasero poche decine in qualche zoo: oggi è stato reintrodotto con successo in natura

Due bisonti europei vicino a Bad Berleburg, in Germania. (Thomas Lohnes/Getty Images)

Per secoli, nei boschi e nelle pianure di buona parte dell’Europa, hanno pascolato animali che oggi associamo più che altro alle praterie nordamericane: i bisonti europei, bestioni alti oltre due metri e pesanti fino a una tonnellata, sono stati a lungo il più grande animale selvatico terrestre europeo. L’ultimo esemplare nato e cresciuto in natura fu ucciso circa novant’anni fa nel Caucaso, e da allora per quasi un secolo non si è più visto: da qualche anno, però, alcuni programmi di reintroduzione stanno avendo un grande successo, e oggi ce ne sono alcune migliaia sparse per i parchi naturali di diversi paesi, dalla Spagna all’Ucraina.

Un tempo il bisonte europeo, che è un po’ più grosso del più famoso bisonte americano, si poteva avvistare facilmente dal Caucaso alla taiga scandinava, dalle pianure britanniche alle colline delle Ardenne, dai Vosgi tedeschi ai Carpazi. Ma la sua carne e la sua pelle pregiata lo resero una preda abituale dell’uomo, che lo cacciò fino a farlo progressivamente scomparire da molti dei suoi habitat naturali: tra l’VIII e il XV secolo furono sterminati in buona parte dell’Europa settentrionale e orientale, e l’unico posto dove ne rimase una popolazione rilevante furono le pianure est europee di Bielorussia, Polonia, Russia e Lituania, dove vennero applicate alcune restrizioni per ridurne la caccia. Negli anni successivi alla Prima guerra mondiale anche gli ultimi esemplari selvatici vennero uccisi: ne rimasero poche decine, sparse tra vari zoo in cui vivevano in cattività.

Da allora ci sono stati vari tentativi di reintrodurlo in natura, cominciati con un piano per ripopolare la specie in cattività partendo da soli dodici esemplari, divisi in due gruppi leggermente diversi geneticamente. A partire dagli anni Cinquanta si cominciarono ad ottenere i primi successi: nel giro di qualche anno, una mandria selvatica di circa 100 esemplari fu reintrodotta nella foresta di Białowieża, tra la Bielorussia e la Polonia, uno dei posti più selvaggi rimasti in Europa.

Una mandria di bisonti europei nella foresta di Bialowieza, in Polonia. (AP Photo/Michal Kosc, File)

Pian piano i bisonti europei sono stati reinseriti in molti paesi europei, anche in alcuni in cui non erano originariamente presenti: ce ne sono per esempio un paio di mandrie in Spagna, nelle foreste vicine alla città settentrionale di San Cebrián de Mudá, dove furono introdotte nel 2010. In tutto, gli esemplari in natura sono tra i 6mila e i 7mila, la maggior parte dei quali concentrati in Bielorussia e Polonia, dove sono circa 3.000 in tutto. Ma ce ne sono grandi concentrazioni anche nel Caucaso (circa 500), in Russia (oltre 400), Lituania e Ucraina (oltre 200), Bulgaria (circa 150), e Romania (un centinaio). Popolazioni più piccole sono presenti in Slovacchia, Germania, Francia, Paesi Bassi e Danimarca, grazie a esperimenti recenti di reintroduzione fatti pochi esemplari alla volta.

L’Est Europa rimane comunque la zona in cui la reintroduzione del bisonte europeo ha ottenuto i successi principali. Il crollo dell’Unione Sovietica ha portato, a partire dagli anni Novanta, uno spopolamento delle zone rurali, che ha favorito il proliferare dei bisonti. Ne sono stati avvistati anche a Chernobyl, nelle zone disabitate in seguito all’incidente nucleare del 1986, e che nel frattempo si sono riforestate e popolate di molti animali selvatici che hanno approfittato dell’assenza umana.

Un bisonte europeo nel parco naturale di Schorfheide, in Germania. (Patrick Pleul/picture-alliance/dpa/AP Images)

C’è chi ha visto o vede ancora con sospetto i nuovi abitanti di queste zone, in parte perché la loro presenza massiccia ha provocato in certi casi danni ingenti alle proprietà di chi in quelle zone abita ancora, in parte perché i bisonti sono animali imponenti e apparentemente minacciosi. In realtà, hanno spiegato i ricercatori, sono schivi con gli umani e non rappresentano un pericolo. In molti casi le mandrie più numerose stanno cominciando ad attrarre un turismo di appassionati di animali e natura, in zone che fino a un po’ di tempo fa erano poco o per niente frequentate, creando nuove opportunità di business.

I bisonti che vengono reintrodotti gradualmente in natura arrivano da vari parchi e centri specializzati europei. Uno si trova in Italia: è il parco Natura Viva, in provincia di Verona, che aderisce al programma europeo di riproduzione e allevamento e che al momento ne ospita una coppia con la sua progenie.

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