• Italia
  • martedì 16 luglio 2019

Sono stati rinviati a giudizio gli otto carabinieri accusati di depistaggio nel caso Cucchi

Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Roma ha disposto il rinvio a giudizio di otto carabinieri accusati di depistaggio nel processo sulla morte di Stefano Cucchi. Gli otto carabinieri sono accusati a vario titolo di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia: sono un generale, tre colonnelli, un capitano e altri tre agenti. Tra questi c’è anche l’ex generale Alessandro Casarsa, che nel 2009 era comandante del “Gruppo Roma” dei carabinieri, da cui secondo l’accusa sarebbe partito l’ordine di insabbiare le prove della colpevolezza dei carabinieri nella morte di Cucchi.

Gli altri carabinieri a processo sono Lorenzo Sabatino, ex capo del nucleo operativo di Roma, accusato di omessa denuncia; Francesco Cavallo, all’epoca capoufficio del comando del “Gruppo Roma”; Luciano Soligo, che era comandante della Compagnia Montesacro; Massimiliano Colombo Labriola, ex comandante della stazione di Tor Sapienza; Francesco Di Sano, all’epoca in servizio a Tor Sapienza; Tiziano Testarmata, nel 2009 comandante della quarta sezione del Nucleo investigativo; il carabiniere Luca De Cianni. Per la morte di Stefano Cucchi è in corso un processo in Corte d’assise in cui sono indagati cinque carabinieri, tre dei quali accusati di omicidio preterintenzionale per essere stati gli autori del pestaggio ai danni di Cucchi. Il pestaggio è stato confessato da uno degli imputati, il vicebrigadiere Francesco Tedesco, cha ha accusato i colleghi Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo di esserne i responsabili.

Stefano Cucchi (ANSA)

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