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  • martedì 16 aprile 2019

Con due diverse lettere, il governo britannico ha garantito all’Ecuador che Julian Assange non sarà estradato in un paese dove rischia la pena di morte

Il governo britannico ha garantito all’Ecuador con due diverse lettere – una datata 7 marzo 2018 e una 10 agosto 2018 – che Julian Assange, il 47enne fondatore di Wikileaks, non sarebbe stato estradato in un paese dove potrebbe rischiare la pena di morte. Assange è stato arrestato lo scorso 11 aprile all’interno dell’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove viveva dal 2012 come rifugiato. Il presidente dell’Ecuador, Lenín Moreno, aveva revocato l’asilo politico concesso al fondatore di WikiLeaks dicendo che Assange aveva violato più volte le condizioni imposte dall’Ecuador per il suo asilo e che aveva provato a usare l’ambasciata ecuadoriana a Londra come «centro di spionaggio».

Le lettere vennero firmate dal ministro degli Esteri britannico, Jeremy Hunt, e dal suo predecessore, Boris Johnson, e ribadivano che, per le leggi britanniche e per le convenzioni internazionali a cui ha aderito anche il Regno Unito, una persona non può essere estradata in un paese in cui rischia la pena di morte. Gli Stati Uniti hanno chiesto l’estradizione di Assange per la sua presunta collaborazione con l’allora soldato Bradley Manning (oggi chiamata Chelsea Manning) nell’hackerare una password per introdursi nei sistemi informatici governativi e sottrarre documenti riservati.

Julian Assange (Victoria Jones/PA Wire)