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  • mercoledì 27 Marzo 2019

È iniziata l’ultima udienza del processo contro undici attiviste saudite

A Riyad, in Arabia Saudita è iniziata l’ultima udienza del processo contro undici attiviste saudite accusate di diversi reati per il loro lavoro in difesa dei diritti umani e per i contatti con giornalisti e diplomatici stranieri. Le donne sono state arrestate nel maggior 2018, e stando a quanto detto dal pubblico ministero sono accusate di «attività coordinate per minare la sicurezza, la stabilità e la pace sociale del regno». In occasione della prima udienza, tenutasi a marzo, l’associazione per i diritti umani Human Rights Watch aveva esaminato le carte con le accuse a due di loro, che riguardavano soprattutto l’impegno per i diritti delle donne. Nel gruppo ci sono anche l’attivista Loujain al-Hathloul, la professoressa universitaria Hatoon al-Fassi e la blogger Eman al-Nafjan, che rischiano fino a cinque anni di carcere.

Il processo sta facendo molto discutere in Occidente, e 36 paesi – tra cui tutti gli stati membri dell’Unione Europea, il Canada e l’Australia – hanno chiesto all’Arabia Saudita di liberare le attiviste. Diverse associazioni per i diritti umani e le famiglie di alcune di loro hanno detto che le donne hanno sofferto torture fisiche e psicologiche, tra cui elettroshock, fustigazioni e abusi sessuali. Intanto il processo di oggi è stato interdetto a diplomatici e giornalisti stranieri, che sono stati accompagnati fuori dall’aula.

Riyad (AP Photo/Nariman El-Mofty)