• Cultura
  • giovedì 14 febbraio 2019

Le accuse contro Ryan Adams

Il New York Times ha raccolto le testimonianze di sette musiciste che lo accusano di aver usato la sua posizione per avere delle relazioni, e di comportamenti inappropriati

(Christopher Polk/Getty Images for Universal Music)

Un articolo del New York Times ha raccolto le testimonianze di sette donne che accusano il cantante e chitarrista rock americano Ryan Adams di vari tipi di comportamenti inappropriati e di violenze psicologiche. I racconti su Adams descrivono ripetuti tentativi di ottenere relazioni sentimentali e sessuali con giovani musiciste sfruttando la sua posizione di forza, e di successivi comportamenti vendicativi nei casi in cui le donne misero fine alle relazioni. In un caso, scrive il New York Times, Adams intrattenne un lungo scambio di messaggi a sfondo sessuale con una ragazza minorenne. Adams ha negato le accuse, scusandosi per i casi in cui ha «fatto del male» a qualcuno ma definendo il resoconto del New York Times «inaccurato a un livello sconvolgente».

Adams ha 44 anni ed è famoso da circa venti, sia come cantante rock sia come produttore. Uno dei suoi ultimi progetti di successo è stato un disco in cui ha suonato interamente 1989 di Taylor Swift, e il suo disco più famoso è probabilmente Heartbreaker del 2000. Adams, che non va confuso con il quasi omonimo Bryan Adams, canadese e più vecchio, è stato una tra le prime star della musica a intrattenere un rapporto diretto coi fan sui social network.

La prima storia raccontata dal New York Times è quella di una ragazza chiamata Ava – il suo secondo nome – che oggi ha 20 anni ma che ne aveva 14 quando i due cominciarono a scriversi online nel 2013. Lei, una bassista, gli scrisse per prima dopo che lui ricambiò il suo follow su Twitter, e da lì iniziarono un rapporto a distanza che durò un paio d’anni. Nei messaggi, che il New York Times dice di avere letto, Adams si preoccupò più volte per l’età della ragazza, che però sostenne sempre di avere vent’anni.

L’articolo non accusa chiaramente Adams di aver saputo che la ragazza fosse minorenne, ma riporta vari messaggi che lasciano pensare che non fosse molto convinto della sua versione. In un’occasione le disse scherzosamente che avrebbe dovuto mostrargli un documento, in un’altra alluse al fatto che se qualcuno li avesse scoperti la gente lo avrebbe paragonato a R Kelly, un rapper accusato da molti anni di abusi sessuali e di relazioni con ragazze minorenni. Adams, in ogni caso, disse ad Ava di voler produrre le sue canzoni e le parlò della sua futura carriera musicale, chiedendole contemporaneamente foto intime e mostrandosi nudo durante una videochiamata.

Sia nell’Ohio, dove viveva Ava, sia a New York, dove stava Adams, è illegale avere conversazioni online con minorenni: ma alcuni esperti legali hanno detto che in un eventuale processo Adams potrebbe difendersi sostenendo di non aver mai saputo la vera età della ragazza. Ava ha raccontato che con l’esaurirsi del rapporto a distanza tra i due le passò la voglia di provare a fare la musicista, per il timore di dover fare sesso con le persone del settore per fare strada. Da allora non fece più concerti.

Un’altra artista, Phoebe Bridgers, ha raccontato che quando conobbe Adams aveva vent’anni, e lui da subito la riempì di complimenti e di paragoni altisonanti, chiedendole di registrare insieme. Mentre discutevano i dettagli, però, Adams cominciò a corteggiarla e a mandarle messaggi ammiccanti. Iniziarono una relazione e Adams ci mise una settimana a cominciare a parlare di matrimonio, proponendole di aprire i suoi concerti in Europa. Presto però Adams cominciò a essere inopportuno e a tratti violento psicologicamente, chiedendole di dimostrare dove fosse, abbandonando situazioni pubbliche per fare sesso telefonico e minacciando di uccidersi se lei non avesse risposto subito. I due si lasciarono, e l’etichetta di Adams pubblicò comunque il disco d’esordio di Bridgers. Le venne offerto di aprire i suoi concerti, lei accettò per via della grossa opportunità: il primo giorno di tour, però, lui le chiese di portarle qualcosa nella sua stanza d’albergo, e si fece trovare nudo. Adams ha negato che questo sia accaduto.

Altre due donne rimaste anonime hanno raccontato storie simili, in cui Adams le ha corteggiate e ha poi offerto loro delle opportunità lavorative, per poi minacciare di sabotarle quando le relazioni non andavano come voleva. Un’altra cantante, Courtney Jaye, ha raccontato una storia analoga, spiegando di aver rivalutato l’idea di continuare la sua carriera musicale dopo che un incontro con Adams per scrivere insieme finì con i due a letto (non ebbero un rapporto).

Mandy Moore, cantautrice americana ed ex moglie di Adams, ha raccontato che dopo il matrimonio lui diventò praticamente il suo manager, promettendole di registrare insieme ma sostituendola sempre all’ultimo con altre cantanti. Moore, che poco prima del matrimonio aveva pubblicato il suo sesto disco (non ne ha più fatti da allora), ha raccontato al New York Times che «il suo tenermi sotto controllo bloccò essenzialmente le mie capacità di intrattenere nuovi rapporti nel settore, durante un periodo molto importante e potenzialmente redditizio, tra i miei 25 e i 30 anni».

Megan Butterworth, un’ex fidanzata di Adams, ha raccontato che durante la loro relazione lui la isolò professionalmente e provò a controllare chi incontrava, lasciandosi spesso andare a episodi di rabbia in cui minacciò di picchiarla, pur non facendolo mai. Quando si lasciarono, le mandò moltissimi messaggi minacciando di uccidersi o di farle causa. Su Twitter, Adams ha scritto:

Alcune di queste storie sono raccontate in modo sbagliato; altre sono esagerate; altre sono del tutto false. Non potrei mai avere delle interazioni con una minorenne, se sapessi la sua età. Fine. Ho sempre cercato di diffondere gioia con la mia musica e con la mia vita, e sentire delle persone dire che ho provocato loro dolore mi intristisce molto. Vogli lavorare per essere il miglior uomo che posso essere. E spero che tutti possano avere compassione, comprensione e che possano sentirsi meglio.

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