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  • giovedì 2 Agosto 2018

A Messina è in corso l’arresto di politici e imprenditori accusati di far parte di un sistema di favoritismi

La Procura di Messina ha scoperto un sistema di favoritismi all’interno dell’amministrazione pubblica della città, che ha portato alla richiesta di 13 misure cautelari verso politici, imprenditori, ex rappresentanti dei vertici delle partecipate del Comune, come Amam e Atm, ed esponenti della criminalità locale: si tratta di 11 arresti, sia in carcere che ai domiciliari, e due misure interdittive. L’inchiesta, chiamata “Terzo livello”, sta indagando altre otto persone, tra cui l’ex presidente del consiglio comunale di Messina, Emilia Barrile, vicina al deputato del PD Francantonio Genovese, passata a Forza Italia e poi candidata sindaco da indipendente con la sua lista civica Leali, alle ultime amministrative del 2018. Aveva preso il maggior numero di preferenze, 2.800, ma la sua lista non aveva superato lo sbarramento del 5 per cento. Barrile è accusata di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, atti contrari ai doveri di ufficio e violazione dei doveri di imparzialità nei confronti della pubblica amministrazione. Repubblica scrive che avrebbe violato l’accesso al sistema informatico del Comune per venire a conoscenza di dati sugli imprenditori che aiutava in cambio di favori.

Tra gli altri indagati ci sono il direttore generale dell’azienda di trasporti comunale Atm, Daniele De Almagro, il costruttore Vincenzo Pergolizzi, l’imprenditore della società di riscossione Sire, Sergio Bommarito, Francesco Clemente, dirigente del Comune di Milazzo e l’imprenditore della grande distribuzione Antonio Fiorino. La Direzione investigativa antimafia (DIA) di Messina sta anche sequestrando imprese e beni immobili per un valore di milioni di euro.

Foto LaPresse - Massimo Paolone