Com’è la storia della figlia della presidente del Senato

Nel 2005 Elisabetta Alberti Casellati assunse la figlia come capo della sua segreteria al Ministero della Salute: poteva farlo, ma se ne sta riparlando molto

(Paolo Giandotti/Ufficio Stampa Quirinale/LaPresse)

Il 24 marzo la senatrice di Forza Italia Maria Elisabetta Alberti Casellati è stata eletta presidente del Senato grazie a un accordo tra centrodestra e Movimento 5 Stelle. Alberti Casellati ha 71 anni, è un avvocato e questa è la sua sesta legislatura da senatrice. Da quando si è capito che sarebbe diventata presidente del Senato, è circolata di nuovo una vecchia storia che la riguarda: nel 2005, quando era sottosegretaria del ministero della Salute guidato da Girolamo Sirchia, la figlia Ludovica Alberti Casellati fu assunta proprio come capo della sua segreteria.

Ludovica Casellati è nata a Bolzano, e nella sua vita ha fatto un mucchio di cose: su internet sono disponibili due suoi curriculum (qui e qui). Nel 1995 ha ottenuto una laurea in Giurisprudenza al’università di Padova: subito dopo è entrata in Mediaset – dove ha fatto diversi corsi in marketing e pubblicità e stage al Tg4 e Studio Aperto – e poi in Publitalia, la concessionaria di Mediaset, dove è rimasta fino al 2012 diventando anche una dirigente. Casellati è anche giornalista pubblicista e per anni ha anche curato sul giornale Il Gazzettino la rubrica domenicale “Think Pink”, descritta come rubrica di gossip. Nel 1998 aveva anche aperto un’agenzia di viaggi insieme a un altro socio; su LinkedIn ha scritto: «Ne sono uscita nel 2001 quando ho intravisto, con l’avvento di internet, la criticità di quel mercato».

Nel 2005 Maria Elisabetta Alberti Casellati divenne sottosegretario del ministero della Salute. Sua figlia Ludovica lasciò Publitalia – probabilmente in aspettativa – e fu nominata Capo della segreteria di un sottosegretario di Stato, cioè di sua madre. In un decreto del presidente della Repubblica del 2008 è spiegato che «le segreterie dei sottosegretari di Stato operano alle dirette dipendenze dei sottosegretari di Stato, garantendo il necessario raccordo con gli uffici del Ministero e con gli altri uffici di diretta collaborazione» e che «i Capi delle segreterie dei sottosegretari di Stato sono scelti dai sottosegretari interessati anche fra estranei alle pubbliche amministrazioni». La nomina era legittima, insomma, ma qualcuno ebbe da ridire sulla sua opportunità.

Ludovica Casellati iniziò a lavorare al ministero della Sanità nei primi mesi del 2005 e rimase in carica fino al gennaio 2006, anno in cui iniziò la legislatura che portò al governo di Romano Prodi. In quei mesi alcuni giornali parlarono di quella strana nomina: Gian Antonio Stella ne scrisse estesamente nel febbraio 2005 sul Corriere della Sera, aggiungendo anche, ma non ci sono conferme, che Ludovica Casellati ricevette uno stipendio di 60mila euro l’anno e che la cifra era «quasi il doppio di quanto guadagna un funzionario ministeriale del 9° livello con 15 anni di anzianità».

All’epoca Casellati si difese così in un’intervista al Corriere del Veneto: «Ci ho messo dieci anni perché non mi chiamassero “figlia di” e adesso non vorrei passare per quella aiutata da mammina». Aggiunse poi, secondo quanto scritto da Stella: «Può giudicarmi solo chi mi conosce sul lavoro e sa bene qual è la mia professionalità, guadagnata sul campo, dimostrata in ogni incarico che ho avuto».

Intervistata oggi dalla Stampa, Ludovica Casellati ha parlato di nuovo della questione: «In quel periodo mia mamma non si fidava di nessuno e decise di nominare me. Ma non è stata un’assunzione. Per questa ragione non vedo perché oggi se ne parli ancora. Per noi è come se il diritto all’oblio non esistesse». Casellati ha detto che ora si “occupa di altro” e che ha «ricoperto il ruolo solo per un breve periodo». Ha risposto a domande su quanto sia felice per il nuovo incarico della madre – prima donna a diventare presidente del Senato nella storia d’Italia – ma non ha detto altro riguardo il suo ruolo al Ministero.

Qualche anno fa parlò della questione anche Maria Elisabetta Alberti Casellati: durante una puntata di Otto e mezzo rispose ad alcune domande poste da Marco Travaglio, che aveva parlato della questione in un suo libro. Travaglio le chiese come avesse fatto assumere sua figlia. Alberti Casellati rispose: «Mia figlia non è stata assunta da me. Si è licenziata da un lavoro a tempo indeterminato. Per lavorare un anno con me, per darmi una mano, per un rapporto fiduciario, rimettendoci anche economicamente».

La carriera di Casellati è proseguita senza altri incarichi “tecnici”. Ha collaborato come giornalista con Familygo.eu e Tgcom24 e da maggio 2013 è direttore responsabile di Viagginbici.com e Amministratore delegato di Green Life, la società proprietaria della testata giornalistica Viagginibici.com. Dall’aprile 2014 Casellati ha anche collaborato con la funzione di ufficio stampa per ministero dell’Ambiente.

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