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  • martedì 20 marzo 2018

La società di produzione cinematografica fondata da Harvey Weinstein ha fatto richiesta di fallimento

Weinstein Company, la nota società di produzione cinematografica fondata da Harvey Weinstein, ha formalmente fatto richiesta di fallimento, dopo aver cercato per mesi invano un investitore o un acquirente. In un comunicato, la società ha fatto sapere di aver trovato un accordo con una società di investimento, la Lantern Capital, per l’acquisizione dei suoi beni e delle sue attività: l’accordo dovrà essere approvato dal tribunale fallimentare.

«Anche se avevamo sperato di raggiungere una soluzione stragiudiziale, il consiglio di amministrazione è felice di avere un piano in grado di massimizzare il valore delle attività e preservare il maggior numero di posti di lavoro e di rendere giustizia alle vittime», ha detto Robert Weinstein, fondatore della società insieme al fratello. Weinstein Company ha inoltre annunciato di voler mettere fine «immediatamente» alle clausole di riservatezza firmate da Harvey Weinstein che «hanno impedito di parlare delle persone che hanno subito o che sono state testimoni di abusi sessuali». Nel comunicato si parla poi delle donne che hanno subito molestie: «Nessuno dovrebbe aver paura di parlare o essere costretto a rimanere in silenzio. La società ringrazia gli individui coraggiosi che hanno già parlato. Le vostre voci hanno ispirato un movimento di cambiamento per il paese e il mondo».

Weinstein Company è stata per anni una delle case di produzione più potenti di Hollywood, grazie alla presenza di Harvey Weinstein e dei suoi numerosi contatti nel mondo dello spettacolo statunitense. Lo scorso anno Weinstein è stato accusato di molestie sessuali e di violenza da decine di donne e si è dovuto dimettere dalla società che ha sofferto un fortissimo danno alla propria reputazione. In seguito è emerso che i conti di Weinstein Company non erano in ordine e che rischiava il fallimento.

Harvey Weinstein a Los Angeles nel febbraio 2015 (Vince Bucci/Invision/AP)

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