Lo scrittore David Grossman e la sua traduttrice Jessica Cohen premiati con il Man Booker International Prize 2017 al Victoria & Albert Museum di Londra, 14 giugno 2017 (Tim P. Whitby/Getty Images)

David Grossman ha vinto il Man Booker International Prize

Con il romanzo "A Horse Walks into a Bar": è il più importante premio di narrativa del Regno Unito dedicato agli autori stranieri e ai loro traduttori

Lo scrittore David Grossman e la sua traduttrice Jessica Cohen premiati con il Man Booker International Prize 2017 al Victoria & Albert Museum di Londra, 14 giugno 2017 (Tim P. Whitby/Getty Images)

David Grossman è il primo autore israeliano a vincere il Man Booker International Prize, il più importante premio letterario dedicato alla narrativa tradotta in inglese nel Regno Unito, con il romanzo A Horse Walks into a Bar, che ha per protagonista un comico di una piccola città di provincia israeliana. Il libro è stato pubblicato in Italia nel 2014 da Mondadori con il titolo Applausi a scena vuota, nella traduzione di Alessandra Shomroni. Il premio è stato annunciato e consegnato ieri sera al Victoria & Albert Museum di Londra. Il presidente della giuria Nick Barley, direttore dell’International book festival di Edimburgo, ha spiegato che il libro «accende una luce sulle conseguenze del dolore, senza un briciolo di sentimentalismo […] Siamo rimasti stupiti dalla capacità di Grossman di descrivere le emozioni e dai rischi che si è preso nello stile: ogni singola frase, ogni singola parola hanno un peso in questo alto esempio di abilità di scrittura».

Grossman – uno dei più importanti scrittori israeliani, tradotto in 36 lingue – dividerà equamente il premio di 50mila sterline (56mila euro) con Jessica Cohen, che ha tradotto il libro dall’ebraico all’inglese, e che aveva già lavorato con lui per To the End of the Land (A un cerbiatto somiglia il mio amore). Cohen è nata in Inghilterra, cresciuta in Israele e ora vive a Denver, in Colorado; oltre a Grossman ha tradotto Etgar Keret, Rutu Modan, Dorit Rabinyan.

Gli altri finalisti del premio erano l’argentina Samanta Schweblin con il suo romanzo d’esordio Fever Dream,  il francese Mathias Enard con Compass (Bussola), il norvegese Roy Jacobsen con The Unseen e la danese Dorthe Nors con Mirror, Shoulder, Signal.