L'alba e il riflesso sull'acqua della fabbrica Tata Steel di Port Talbot, in Galles, il 19 gennaio 2016 (Matt Cardy/Getty Images)

Le luci delle centrali elettriche

Fotografie di albe, tramonti e luci artificiali su complessi industriali, su ciminiere, torri di raffreddamento e acciaierie

L'alba e il riflesso sull'acqua della fabbrica Tata Steel di Port Talbot, in Galles, il 19 gennaio 2016 (Matt Cardy/Getty Images)

C’è un’idea un po’ banale di paesaggio-da-fotografia che solitamente prevede orizzonti ampi, una buona luce ed elementi per lo più naturali come alberi, fiumi, sabbia, a volte anche animali tranquilli nel loro ambiente. Raramente si pensa ai fumi che escono dalle ciminiere o ai tralicci dei fili elettrici e, più in generale, al fatto che un paesaggio industriale possa essere un paesaggio “da fotografia”. Anzi: è più facile che gli elementi industriali vengano additati come i responsabili della rovina del paesaggio, oltre che del suo inquinamento (e non sempre a torto: tra le foto qui sotto ce n’è una della centrale elettrica “Pacific Gas & Electric”, quella della famosa causa di Erin Brockovich nel 1993).

Eppure, se la luce è buona e l’orizzonte largo, ci sono tralicci e ciminiere che possono essere molto fotogenici: o fare da sfondo alle canzoni di Vasco Brondi.