• Scienza
  • mercoledì 4 Gennaio 2017

Abbiamo un organo in più

È il mesentere: sapevamo di averlo, ovviamente, ma solo ora gli studiosi hanno capito che si comporta come un organo e va considerato tale

Il chirurgo irlandese Calvin Coffey, dell’Università di Limerick, ha pubblicato sulla sezione di gastroenterologia ed epatologia dell’autorevole rivista scientifica britannica The Lancet uno studio in cui propone di riclassificare come organo il mesentere, una membrana che collega l’intestino alla cavità addominale, tenendoli insieme. Il mesentere è conosciuto da secoli – lo disegnò perfino Leonardo da Vinci – ma finora si pensava consistesse in una serie di membrane scollegate tra loro, sparse nell’intestino. Il nuovo studio suggerisce invece che sia un’unica struttura, e che vada quindi classificata come organo. Non è vero, come hanno fatto intendere molti articoli sui siti italiani e stranieri, che “è stato scoperto un nuovo organo”, e che “era sempre stato sotto i nostri occhi ma non ce ne eravamo accorti”: ce ne eravamo accorti eccome, ma lo chiamavamo in un modo diverso. Lo studio di Coffey è stato pubblicato lo scorso novembre, ma è stato scoperto dai siti internazionali di news solo negli ultimi giorni.

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(J Calvin Coffey/D Peter O’Leary/Henry Vandyke Carter)

Un organo è un’unità anatomica composta da tessuti diversi associati per svolgere una o più funzioni precise, utili all’intero organismo. Il mesentere, che è una ripiegatura del peritoneo (la membrana che ricopre l’interno dell’addome) ricca di vasi sanguigni, che parte dal pancreas e arriva fino al colon, è secondo Coffey un organo proprio perché è una struttura indipendente con delle sue funzioni, che devono ancora essere scoperte. Lo studio dice anche che non è ancora chiaro se vada inserito nell’apparato digerente, in quello circolatorio, in quello endocrino o in un altro ancora. Secondo i ricercatori dell’Università di Limerick, comunque, è più di un semplice connettore, e potrebbe servire a regolare lo spostamento di globuli bianchi nell’intestino. Le prime scoperte di Coffey sull’unità strutturale del mesentere risalgono al 2012.

Coffey ha spiegato: «Finora non c’era un campo come la scienza mesenterica. Ora abbiamo stabilito l’anatomia e la struttura del mesentere. Il prossimo passo è la sua funzione. Se capisci come funziona puoi capire quando non funziona, e quindi le malattie». Secondo Coffey, uno studio approfondito del mesentere potrebbe aiutare nella ricerca sul cancro al colon-retto, sulle cure alle malattie infiammatorie croniche intestinali, sul diabete e sull’obesità.

La scoperta di Coffey è quindi una specie di primo passo per la definitiva classificazione del mesentere come organo, ma è già a buon punto: l’Anatomia del Gray, tra i più autorevoli manuali di anatomia al mondo, identifica già il mesentere come organo. Contando il mesentere, il corpo umano avrebbe 79 organi classificati. Lo stesso Coffey ha detto però di non sapere come si possa arrivare alla “ufficializzazione” della scoperta: «È una bella domanda. In realtà non so a chi spetta la decisione finale», ha dettoDiscover Magazine.